28 aprile: Giornata mondiale vittime dell’amianto

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Al bando da 24 anni ma ancora diffusissimo nel nostro territorio, l’amianto continua a colpire

vittime amianto

Giornata mondiale vittime dell’amianto

Ancora oggi in Italia muoiono 4mila persone ogni anno per tutte le malattie correlate all’amianto. Sono oltre 21mila casi di mesotelioma maligno diagnosticato dal 1993 al 2012 (ben 6000 casi in più rispetto al precedente aggiornamento del Registro nazionale mesiotelioma di Inail risalente al 2008). Domani, 28 aprile, è la Giornata mondiale vittime dell’amianto.

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità valuta che siano almeno 125 milioni i lavoratori nel mondo esposti all’amianto; che ogni anno siano circa centomila i morti, ma gli esperti avvertono che si tratta di cifre sottostimate. Nei soli paesi industrializzati dell’Europa, dell’America del Nord e del Giappone, si registrano ogni anno circa ventimila morti per cancro al polmone, e diecimila casi di mesotelioma dovuti all’amianto; nessuno conta gli indiani, i pakistani, i vietnamiti, gli africani, gli abitanti di quelle che un tempo erano le repubbliche dell’Unione Sovietica, i sudamericani che ogni giorno lavorano sotto pagati, a contatto con tubi e pannelli di eternit. fonte: http://www.associazionelucacoscioni.it.

A 24 anni dalla sua messa al bando, l’amianto è ancora diffusissimo in diverse forme, sul nostro territorio: le stime (per difetto) di CNR-Inail parlano di ben 32 milioni di tonnellate; il Programma nazionale di bonifica dei Siti di Interesse Nazionale conta 75mila ettari di territorio in cui è accertata la presenza di materiale in cemento amianto, il Ministero dell’Ambiente riporta oltre 44mila siti contenenti amianto di cui 2.236 bonificati e 41.350 ancora da bonificare. Stime purtroppo destinate a crescere vista l’incompleta documentazione inviata dalle Regioni al Ministero dell’Ambiente: la Calabria addirittura non ha mai inviato il report annuale e altre cinque regioni (Marche, Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata) non hanno fornito i dati del 2014.

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Familiari delle vittime all’interno del palazzo di Giustizia di Torino durante l’ultima udienza prima della lettura della sentenza del processo d’appello Eternit, Torino, 3 giugno 2013. fonte: ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

CENSIMENTO – Il Piano Regionale Amianto (Legge 257/92) – secondo l’ultimo aggiornamento di Legambiente del marzo 2015 – manca ancora in sei regioni (Abruzzo, Calabria, Lazio, Molise, Puglia e Sardegna); solo dieci su venti hanno concluso il censimento e altrettante hanno realizzato la necessaria mappatura dell’amianto sul territorio. “Il risanamento ambientale, la bonifica e il corretto smaltimento dei materiali contenenti amianto devono essere le priorità per portare a zero il rischio connesso con l’esposizione alla pericolosa fibra – ha dichiarato il responsabile scientifico di Legambiente Giorgio Zampetti, nel suo intervento odierno alle Giornate di studio di Casale Monferrato -. Per questo però occorre un serio impegno da parte delle Regioni e di tutti gli enti locali e nazionali competenti. E’ urgente intervenire tanto sui grandi siti industriali quanto sugli edifici pubblici e privati; bisogna completare il censimento e gestire con attenzione i sistemi e gli impianti per il trattamento e lo smaltimento dei materiali contenenti amianto. E’ poi necessario predisporre adeguati strumenti per una corretta informazione sul problema amianto, su come comportarsi per eseguire interventi corretti e sui rischi derivanti dall’esposizione alle fibre dovuta al deterioramento delle strutture ma anche allo smaltimento illegale dei materiali”.

ANELLO DEBOLE – Lo smaltimento rimane l’altro anello debole della catena, essendo solo 24 gli impianti autorizzati (Marzo 2015) a ricevere materiali contenente amianto distribuiti in solo 11 Regioni (Sardegna, Piemonte, Toscana, Emilia, Lombardia e Basilicata, Abruzzo, Friuli, Liguria, Puglia e la Provincia autonoma di Bolzano) ma con volumetrie a disposizione sempre in constante calo. Significativo ancora il quantitativo di rifiuti contenenti amianto prodotti in Italia nel 2013, pari a 414mila tonnellate, di cui ben 254mila tonnellate esportati principalmente in Germania e poi in altri paesi esteri (Ispra 2015).

BONIFICA – Con la legge di stabilità del 2015 sono state messe in campo risorse pari a 45 milioni all’anno, dal 2015 al 2017, per la bonifica dei siti industriali più critici, mentre con il collegato ambientale approvato a fine dello scorso anno sono previste ulteriori agevolazioni per la rimozione delle coperture in cemento amianto.  “Gli strumenti messi in campo sono sicuramente importanti ma ancora insufficienti – ha concluso Giorgio Zampetti –. Chiediamo quindi al Governo un impegno ancora maggiore sul tema dell’amianto su scala nazionale, per avviare da subito le bonifiche di tutti i siti industriali e la rimozione dell’amianto dagli edifici e dalle strutture ancora contaminate – a partire dai circa 400 siti individuati come prioritari tra cui scuole ed edifici pubblici – rendendo così operativo quanto previsto nel piano nazionale amianto presentato nel 2013 ma ancora fermo. Infine, rilanciamo ancora una volta l’importanza di riattivare il sistema degli incentivi per la sostituzione eternit/fotovoltaico: con uno stanziamento di 20 milioni di euro si potrebbe realizzare la bonifica di oltre 10 milioni di metri quadri di coperture in cemento amianto e avviare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili”.

fonte: Roberta Maresci – IL TEMPO – 27/04/2016 – 

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