Alberi malati, parte l’abbattimento sulle Estramurali Pozzo Zuccaro e Molignani

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Dopo un periodo di sospensione, sono ripresi stamattina, con l’abbattimento dell’alberata sulle Estramurali Pozzo Zuccaro e Molignani, i lavori per la realizzazione del “nuovo arredo urbano pozzo Zuccaro, piazza Kennedy e dei percorsi del nucleo antico”

L’impegno lodevole dei cittadini in difesa delle piante aveva sollecitato l’amministrazione ad approfittare dell’interruzione per svolgere ulteriori approfondimenti circa lo stato di salute delle piante di platano di via Estramurale Pozzo Zuccaro e via Estramurale Giovanni Battista Molignani. 

Alberi malati, parte l’abbattimento sulle Estramurali Pozzo Zuccaro e Molignani

Alberi malati, parte l’abbattimento sulle Estramurali Pozzo Zuccaro e Molignani

E’ stato un ente terzo, il Dipartimento di Fisiopatologia delle Piante dell’Università di Bari che, in forma istituzionale, ha redatto una relazione puntuale ed esaustiva circa le condizioni delle piante del sito.

Un corposo documento che ha confermato tutte le precedenti valutazioni e, anzi, ha rafforzato la necessità di un intervento di rigenerazione del verde urbano.

Nelle Osservazioni sullo stato fitosanitario delle piante di platano, il Dott. Giovanni Luigi Bruno, Professore Aggregato in Patologia vegetale dell’Università di Bari, lo scorso Luglio aveva rilevato:

“… L’analisi dello stato di fatto sulle piante di platano di via Estramurale Pozzo Zuccaro e via Estramurale Giovanni Battista Molignani evidenzia innanzitutto una reiterata cattiva gestione della chioma (potatura), alterazioni nello stato fitosanitario e, in alcuni casi, anche fitostatico e che i lavori già appaltati di manutenzione sicuramente porteranno un aggravio dello stato di salute di queste piante”.

” … Le piante sono affette da tracheomicosi. Rametti, intere branche o la pianta tutta possono disseccare a seconda della porzione di sistema vascolare compromessa. Una grave insufficienza di disponibilità idrica dopo periodi di relativa abbondanza di acqua può causare la morte della pianta nell’arco di brevissimo tempo (“colpo apoplettico” o “apoplessia”) senza significativi segni premonitori”.

in alternativa ad una prima via – ad avviso dell’esperto poco percorribile – di valutare (assegnando l’incarico a Tecnici competenti) in modo attento e preciso lo stato sanitario e statico di ciascuna pianta – con un lungo e oneroso lavoro che avrebbe salvato poche piante perchè molte sarebbero state quelle da abbattere e sostituire”–  il Prof. Bruno ha proposto di sostituire le piante di platano, considerando anche il basso pregio ornamentale, con specie autoctone e mediterranee ben adatte all’ambiente di Acquaviva delle Fonti.

Un suggerimento, del resto, in aderenza alla Linee guida per la gestione del verde urbano (Deliberazione 19/2017, del 3 luglio 2017 Comitato per il Verde Pubblico presso Ministero dell’Ambiente) che impone di considerare le alberate come un unico soggetto e non come un insieme di tanti singoli alberi. L’intervento su singole piante, nel caso dei viali alberati quindi, è sconsigliato, dannoso ed economicamente non conveniente.

Da un primo sommario esame dei tronchi recisi, tuttavia, si è riscontrata la presenza di cavità necrotizzate nel legno che potrebbero far pensare addirittura al temibile virus del “cancro colorato del platano” (Ceratocystis platani), una malattia che colpisce tutte le specie del genere Platanus.

Si tratta di un fungo che penetra nella pianta, attraverso ferite anche piccole e può propagarsi poi da una pianta all’altra col tempo attraverso il contatto delle radici; ogni pianta con sintomi di Ceratocystis platani e quelle adiacenti devono essere abbattute ed eliminate, compreso tutto il materiale di risulta, come dispone il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali con il decreto 29 febbraio 2012, che detta le disposizioni di natura fitosanitaria da adottare al fine di prevenire la diffusione di questo organismo nocivo.

Alcuni campioni, per questo, sono stati raccolti e saranno inviati al Dipartimento di Fisiopatologia delle Piante dell’Università di Bari che ne curerà un esame più approfondito.

Alberi malati, parte l’abbattimento sulle Estramurali Pozzo Zuccaro e Molignani

Alberi malati, parte l’abbattimento sulle Estramurali Pozzo Zuccaro e Molignani

Con la sua relazione, il Prof. Bruno ha poi invitato il Comune di Acquaviva a redigere un piano del verde pubblico per avviare una vera pianificazione del territorio secondo la strategia nazionale tracciata dal comitato in seno al Ministero dell’Ambiente.

Nel consiglio comunale scorso, raccogliendo l’invito, Acquaviva ha approvato il documento unico di programmazione per il prossimo triennio, con l’inserimento anche di un piano del verde.

Ci sembra che questo possa essere un buon passo di partenza per progettare una città migliore, anche dal punto di vista ambientale – commenta il Consigliere Antonio Piangiolino del Movimento Civico “VIVA” –  Ed è in questa direzione che l’amministrazione si è mossa con decisione verificando che una percentuale del 70% delle piante tagliate questa mattina (le più vecchie) avevano delle importanti patologie. I campioni sono stati prelevati e messi a disposizione dell’Università di Bari che domani farà un sopralluogo per ritirare questi campioni.

Tratto da: Le Linee guida per la gestione del verde urbano e prime indicazioni per una pianificazione sostenibile (Deliberazione 19/2017, del 3 luglio 2017 Comitato per il Verde Pubblico presso Ministero dell’Ambiente) Art. 4.2.3 …

[omissis] Da quanto detto si evince che, strettamente connesso alla gestione della componente arborea, è da considerare l’aspetto legato all’esigenza di rinnovo della stessa, ed occorre tenere presenti le seguenti considerazioni:
– gli alberi hanno un ciclo vitale variabile secondo la specie ma comunque non infinito ed in ambiente urbano spesso molto più ridotto che in condizioni normali;
– le alberate sono consociazioni coetaneiformi e quindi artificiali ed in quanto tali destinate o al progressivo diradamento o al passaggio ad una struttura disetanea comunque artificiale che ne penalizza i parametri estetico – paesaggistici;
– il progressivo invecchiamento degli esemplari determina una riduzione dell’attività fotosintetica, una minore capacità di stoccaggio della CO2, una inesorabile perdita dei necessari parametri di stabilità meccanica legata a patogeni e danni meccanici reiterati a seguito di errata gestione;
– l’urbanizzazione incontrollata provoca la riduzione degli spazi fisici necessari allo sviluppo delle piante e la perdita di fertilità e degli altri requisiti agronomici del suolo che deve sostenerle ed alimentarle;
– il passaggio di reti tecnologiche ha comportato danni agli apparati radicali, hanno subito ripetute asfaltature al livello del colletto;
– la scarsità dello spazio disponibile determina una ridotta possibilità di sostituzione degli esemplari abbattuti, visto che soggetti giovani isolati in mezzo ai vecchi esemplari crescono in maniera stentata e non sono in grado di ripristinare l’omogeneità del filare e le sue caratteristiche paesaggistiche…[omissis]

[omissis] …Fondamentale risulta individuare la modalità con cui si opera la sostituzione delle alberate stradali. La scelta di attuare il rinnovo per singoli alberi è un percorso semplice che minimizza i costi nel breve periodo e non crea conflitti sociali. Al contrario l’alberata e il viale devono essere considerati come un corpo unico e come tali devono essere trattati. Intervenire in modo non unitario, facendosi condurre dal naturale decadimento di singoli individui è una norma gestionale aleatoria che produce nel tempo un risultato esteticamente scarso il più delle volte non compatibile con il progetto originario dell’alberata. Inoltre intervenire per singoli siti rende difficoltosa la cura degli alberi e di conseguenza incrementa i costi.

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