Ancora Sold Out per l’Anonima G.R. domenica scorsa all’Auditorium San Domenico

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La compagnia teatrale Anonima G.R. fondata da Dante Marmone e Tiziana Schiavarelli, dopo il successo di “Morte tua Vita mea”  e “Arriva l’Ispettore”, torna a far visita ad Acquaviva.

Questa volta è andata in scena con “Biancaneve e i due Nanetti”, lo storico spettacolo che quest’anno ha spento le candeline del suo trentesimo compleanno, facendo ancora registrare, a 30 anni di distanza, il tutto esaurito.

Ancora Sold Out per la Anonima GR all’Auditorium San Domenico di Acquaviva

Organizzata come sempre grazie all’impegno dell’Associazione Culturale Accademia degli Sfollati, guidata dall’attore acquavivese Toni Vavalle, la rappresentazione teatrale, che ha visto anche la partecipazione di un poliedrico Mimmo Pesole, ha offerto al pubblico acquavivese una divertentissima rilettura ironica della famosa favola dei Fratelli Grimm.

La serata è stata anche occasione, come ha ricordato Toni Vavalle a conclusione dello spettacolo, per “acquistare cultura e fare anche un’opera di bene” in favore della famiglia di Giuseppe D’Ambrosio Angelillo, il poeta e scrittore acquavivese che, ormai da decenni, vive a Milano, dove fa poesia ed editoria con la sua piccola casa editrice “Acquaviva”, colpito da un grave malore ed attualmente ricoverato in condizioni molto serie.

Anche domenica sera, infatti, amici e cittadini volontari hanno contribuito concretamente alla vendita dei libri editi della casa editrice “Acquaviva” allestendo un banchetto all’ingresso dell’auditorium di San Domenico.

L’APPELLO PER GIUSEPPE D’AMBROSIO ANGELILLO

LA NOSTRA INTERVISTA

Dopo la rappresentazione abbiamo incontrato Dante Marmone, Tiziana Schiavarelli, Mimmo Pesole e Toni Vavalle, che ci hanno spiegato “a modo loro” come mai, dopo trentanni e migliaia di repliche, questa commedia Evergreen sia ancora richiesta dal pubblico pugliese, e anche rivelato la morale della commedia: “nelle favole, si sa, alla fine vince sempre il bene – dice al nostro Blog Dante Marmone – ma sappiamo che nella vita molto spesso vince il male”.

Importante per l’Anonima GR il rapporto con Acquaviva e con il suo Teatro. Ricordano Marmone e Schiavarelli: “siamo stati gli ultimi, tanti anni fa, a salire su quel palcoscenico, subito dopo il Teatro venne chiuso: quando siamo usciti, fuori c’era la neve. Con un teatro la città cresce, anche il pubblico cresce”

Dopo la nomina simbolica di Toni Vavalle a direttore artistico di quello che sarà il nuovo teatro acquavivese, la Schiavarelli parla dei programmi futuri: “è un’incognita, speriamo possa venir fuori la ciambella col buoco, ma stiamo lavorando per uno spettacolo molto impegnativo che si intitola “Due in una Mutanda” e debutta l’11 e il 12 novembre al Teatro Mercadante di Altamura. Ci sarà anche questo qua, aggiunge, riferendosi a Toni Vavalle. Veniteci a vedere e anche se non vi piace applaudite lo stesso!” 

LO SPETTACOLO

Biancaneve e i due Nanetti è uno dei primi spettacoli del gruppo fondato da Dante Marmone e Tiziana Schiavarelli. La prima rappresentazione, di fronte ad una platea di giovani, si tenne nel luglio del 1987 al Renoir Club di Bari. Solo tre attori in scena che vestono i panni di tutti i personaggi della storia, in una girandola di continue trasformazioni.

Tiziana Schiavarelli in versione Biancaneve entra in scena cantando Coccinella, la canzone pubblicata negli anni sessanta dal celebre Ghigo Agosti, ispirata dall’attrice Jacqueline Charlotte Dufresnoy, in arte Madame Coccinelle, la prima transgender francese che nel 1958 si sottopose a un intervento chirurgico per cambiare sesso. Per questo motivo Agosti venne censurato dalla commissione Rai.

Biancaneve non è infatti la fanciulla dolce e timida che tutti conosciamo ma, al contrario, è una donna disincantata e smaliziata che parla di metodo Ogino-Knaus, condom e petting, e che, rispettando il canovaccio della favola, deve difendersi dalla sua matrigna che la vorrebbe morta.

Non mancano nei dialoghi anche altri riferimenti agli anni Sessanta, o ai Settanta, con il duo Santo e Johnny e Fausto Papetti. Lo stesso abbigliamento trasgressivo della Schiavarelli ricorda la giovane Nina Hagen, una delle personalità più eccentriche nella scena punk, rock e pop degli ultimi trent’anni.

Lo Specchio Vivente, animato dalla baresità esilarante di Mimmo Pesole, è terrorizzato dalla Regina, impersonata da un insuperabile Dante Marmone, che lo minaccia continuamente di ridurlo in mille pezzi se non le conferma, ogni volta, di essere sempre lei la più bella del reame.

Dei sette nani solo due sono sopravvissuti, per giunta deformati dall’inquinamento e da varie mutazioni genetiche, e ridotti a uomini di altezza normale. Anche la loro casetta ha subito una trasformazione ed è un’enorme reggia dove si coltivano cozze e cannolicchi giganti.

Infine, l’improbabile Principe Azzurro (Mimmo Pesole) ispirato al gruppo I Cugini di Campagna e nel quale si coglie ancora il vintage anni Settanta. E’ lui che conduce lo spettacolo alla conclusione rendendosi artefice del colpo di scena finale, quando si innamora a prima vista della matrigna stravolgendo il vissero felici e contenti di Biancaneve.

Il pubblico ha riso divertito e applaudito a lungo al termine della commedia, ringraziando i tre attori che hanno davvero dato il massimo sul palcoscenico acquavivese.

IL SALUTO DI ACQUAVIVA

IL TRENTENNALE DELLO SPETTACOLO

La prima rappresentazione, risale a luglio del 1987, di fronte ad una enorme platea di giovani, al Renoir Club, luogo di incontro d’eccellenza tra gli anni ‘80/’90, animato dai giovanissimi Cesare Veronico e Maurizio Laurentaci, che scritturarono l’Anonima G. R. per tutta l’estate, con l’impegno di presentare un nuovo spettacolo ogni 15 giorni, cosa estremamente impegnativa sotto l’aspetto creativo, ma che pur sottoponendo gli attori e autori dell’Anonima ad uno stress notevole, li spronava alla ricerca di idee e nuove forme spettacolari. Infatti in quella estate furono realizzati cinque nuovi spettacoli tra i quali, appunto, “Biancaneve e i due nanetti”, che già al suo esordio ebbe un successo straordinario.

Lungi da essere una banale parodia, al contrario con questo testo, Dante Marmone, trova l’occasione, di utilizzare la favola dei fratelli Grimm per affrontare tematiche scottanti, a partire dall’inquinamento ambientale, causato dagli Orchi (metafora sugli uomini senza scrupoli) avvezzi a scaricare rifiuti di ogni genere nei boschi: scorie radioattive, fusti di diossina, scarti della lavorazione del petrolio ed altri inquinanti, infestando il bosco e facendo ammalare i sette nani che lo abitano. Infatti, cinque di loro finiscono in ospedale in fin di vita, mentre i due superstiti subiscono una terribile mutazione genetica con uno sviluppo fisico che li rende alti, quindi deformi per il loro standard di nani.

Per il realismo presente nello spettacolo, nelle repliche che seguirono, fu mal visto dai benpensanti, ma molto apprezzato dal pubblico soprattutto giovanile che si sentiva coinvolto dalle problematiche che questo spettacolo evidenziava.

“Biancaneve e i due nanetti” è lo spettacolo più rappresentato in assoluto tra tutti gli allestimenti teatrali dell’Anonima G. R., che pur vanta notevoli record con le sue varie produzioni.

Oltre che in Puglia lo spettacolo ha girato in tutta Italia, da Cremona a Catania, da Torino a Napoli, dallo Zelig di Milano, a Roma, al Teatro Parioli prima e al teatro Colosseo poi, con un mese di repliche giornaliere.

Tante sono le generazioni che in questi trent’anni hanno applaudito “Biancaneve e i due nanetti” e che continuano ad applaudire ancora oggi, visto che questo spettacolo non invecchia, perché le problematiche denunciate sono rimaste, purtroppo immutate, ma anche perché nelle repliche che si susseguono nel contempo il testo si arricchisce di nuove idee e spunti satirici. (fonte facebook, Anonima GR)

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