Appalti pilotati: assolti con formula piena gli acquavivesi Nicola Bruno e Vito Martielli

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Si è concluso stamattina, dinanzi al Giudice delle Indagini Preliminari di Bari, dr.ssa Alessandra Susca, il processo con rito abbreviato che vedeva imputati gli acquavivesi Nicola Bruno, difeso dagli avvocati Filippo Bottalico e Simona Attollino, e Vito Martielli, difeso dagli avvocati Alessio Carlucci e Luigi Paccione.

operazione DOMUS AUREA

I due professionisti acquavivesi erano stati arrestati il 5 febbraio 2015 nell’ambito della operazione “DOMUS AUREA” disposta dalla Procura barese ed eseguita dalla Guardia di Finanza, nella quale era coinvolto anche l’ex sindaco di Gioia Sergio Povia, anch’egli scagionato oggi dalla sentenza del Tribunale con la massima formula assolutoria “perchè il fatto non sussite”.

Oggetto dell’indagine il progetto per la costruzione di numerosi alloggi popolari nell’ambito di un programma di “social housing”. Secondo l’accusa gli arrestati avevano favorito l’imprenditore gioiese Posa, titolare della AP Immobiliare srl, in cambio della promessa di una tangente di 100mila euro.

Gli imputati, secondo la tesi dell’accusa, avevano tenuto una «molteplicità di condotte collusive che interessavano sia la fase concernente la pubblicazione del bando di gara, predisposto dai funzionari comunali seguendo le direttive indicate da Posa e contenute in elaborati tecnici redatti da professionisti di sua fiducia (Vito Antonio Martielli e Nicola Bruno), sia la fase successiva connessa all’espletamento della gara.

La Procura di Bari aveva chiesto quattro condanne, una assoluzione e due rinvii a giudizio per i sette imputati accusati, a vario titolo, di corruzione e turbata libertà degli incanti, fra i quali l’ex sindaco di Gioia del Colle, Sergio Povia, difeso dagli avvocati Michele Laforgia e Maurizio Tolentino.

Il pubblico ministero Claudio Pinto aveva chiesto condanne a 4 anni di reclusione ciascuno per l’ex sindaco Povia e per il responsabile dell’Ufficio tecnico comunale Rocco Plantamura. Per i commercialisti Antonio Martielli e Nicola Bruno, invece, aveva chiesto condanne rispettivamente a un anno e a 6 mesi di reclusione.

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