Denunciò tangenti in Comune, minacce in greco all’assessore Busto

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Busto, titolare dei lavori pubblici ad Acquaviva, il 18 sarà testimone nel processo scaturito da un suo esposto.

Repubblica, 14/04/2018, di Chiara Spagnolo

minacce in greco all'assessore Busto

La lettera di minacce in greco all’assessore Busto

Denunciò tangenti in Comune, minacce in greco all'assessore Busto

La traduzione del brano dell’Agamennone di Eschilo

Una lettera di minacce in greco antico, con tanto di riferimenti alla tragedia Agamennone di Eschilo, per indurre a più miti consigli l’assessore lavori pubblici di Acquaviva delle Fonti Austacio Busto che il 18 aprile dovrà testimoniare in uno dei processi scaturiti dall’inchiesta sulla “Tangentopoli della Murgia”.

L’inedita forma di intimidazione è stata denunciata ai Carabinieri di Gioia del Colle, gli stessi che in passato hanno indagato sulle mazzette elargite da alcuni imprenditori, arrestando nel luglio scorso il 11 persone tra cui il sindaco di Altamura Giacinto Forte e indagando l’allora assessore regionale lavori pubblici Giovanni Giannini.

Fu proprio Busto a denunciare nel 2015 di essere stato avvicinato da un imprenditore che gli aveva offerto 5.000 euro per pilotare la gara da 3,9 milioni per il rifacimento del Teatro Comunale di Acquaviva.

Armato di ricetrasmittente, l’assessore-archeologo incastrò il corruttore. E a distanza di pochi mesi ne denunciò un altro per una bustarella da 2.000 euro finalizzata a dirottare l’appalto da due milioni per l’impianto di affinamento delle acque reflue.

minacce in greco all'assessore Busto

Austacio Busto

“Da quando si è saputo delle inchieste sono stata vittima di una dura campagna diffamatoria ed una serie di pettegolezzi che hanno coinvolto familiari e amici più stretti – racconta Busto – fortunatamente molte persone ci sono rimaste vicine”.

La macchina del fango però è stata pesante. “Forse perché mai prima ad Acquaviva erano stati denunciati tentativi di corruzione – ragiona – o forse perché si aspettavano che fossi più malleabile”.

Lui, invece, non ha cambiato idea sulle denunce e neppure sulla testimonianza che si appresta a fare in Tribunale e che potrebbe essere collegata alla lettera minatoria in greco nella quale è riportato un passo della Agamennone che fa riferimento a Paride, figura mitologica del quale il figlio di Busto porta il nome.

Proprio questa coincidenza è il dato allarmante, assieme alla lingua utilizzata per la lettera che fa pensare ad una mente raffinata e dotata di strumenti culturali molto elevati.

Sul fatto che la minaccia sia da correlare alle denunce l’assessore non ha dubbi: “non c’è nulla nel mio lavoro di archeologo o nella vita politica che possa sollecitare tale reazioni”.

Busto, del resto, è un assessore esterno della giunta del sindaco Davide Carlucci e insieme con lui candidato alle prossime amministrative. E’ stato vice sindaco ma ora ha soltanto la delega ai lavori pubblici, il settore che gestisce i milioni di euro degli appalti.

Gli stessi in cui imprenditori con pochi scrupoli avevano messo gli occhi in passato e che sono stati poi assegnati con gare pubbliche.

E se il tempo delle mazzette è ormai lontano, si avvicina invece quello dei processi e delle testimonianze di Busto che, a questo punto, teme che qualcuno possa passare dalle parole ai fatti.

“Sono stato minacciato tante volte indirettamente in questi anni – dice – qualcuno è andato perfino in televisione a dire che avrei fatto meglio a far finta di non vedere piuttosto che denunciare, ma mai era arrivato un messaggio così diretto”.

La busta bianca è stata recapitata al Comune e recava all’interno un solo foglio scritto a mano sul quale sarà effettuata una perizia calligrafa.

(fonte: Repubblica, 14/04/2018, di Chiara Spagnolo)

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