L’attualità di Betlemme. Erri De Luca domani al Don Milani

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Ultima udienza al processo di Torino in cui l’intellettuale era accusato di istigazione a delinquere. Dichiarazioni spontanee prima che il giudice si ritirasse in camera di consiglio: “Incriminato per un articolo che risale al fascismo, per aver usato un termine nobile”. I pm avevano chiesto una condanna a otto mesi – fonte: www.ilfattoquotidiano.it –

Si terrà Martedì 3 maggio alle ore 10.30 nell’Auditorium del liceo “don L. Milani” di Acquaviva un incontro dibattito con Erri De Luca, il noto scrittore napoletano processato per il reato di istigazione a delinquere perchè si era sentito in dovere di dire quello che pensava: «La TAV va sabotata». Lo scrittore in occasione del suo processo aveva anche affermato che il «verbo sabotare è nobile» e che lo «usava anche Gandhi».

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La locandina dell’evento

Assolto dopo due anni nel processo sulla “istigazione al sabotaggio” della Tav dal Tribunale di Torino perché il fatto non sussiste l’intellettuale partenopeo è tornato all’opera e presenterà qui ad Acquaviva il suo nuovo lavoro “La faccia delle nuvole”, volume edito dalla Feltrinelli. L’evento in calendario rientra nel progetto “Lettura” del liceo “don L. Milani” su iniziativa dell’Assessorato all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia e si svolgerà con il patrocinio del Comune di Acquaviva e della locale Associazione culturale “a casa di giacinto”. Ha anche collaborato all’evento la Mondadori Store di Acquaviva. L’incontro dibattito sarà moderato dai docenti Mariella Nardulli e Trifone Gargano. 

Ecco la recensione di Darwin Pastorin per l’Huffington Post:

Non ci sarà mai pace per i migranti, in terra come in mare. Londra respinge migliaia di minori siriani, il Mediterraneo è diventato il più grande cimitero del mondo, l’America rischia di finire nelle mani di un miliardario che vorrebbe rispedire in Messico milioni e milioni di clandestini (che stanno costruendo, con le loro fatiche e il loro sudore, gli Stati Uniti) e ovviamente chi si fa i selfie con Trump? Matteo Salvini.

L’Austria vira pericolosamente a destra. In tanto caos, fra tanta intolleranza ecco alzarsi la voce, così chiara, così perfetta, di Erri De Luca. Sono un estimatore da sempre dello scrittore napoletano: amo il suo modo di vedere e di sentire tutte le cose, la scelta degli aggettivi, la parola mai una volta banale. Nei suoi romanzi o nei suoi racconti, così come nelle sue poesie, ci svela la profondità dell’animo umano, con le sue rive e i suoi abissi, con chi conosce l’umile gesto del dividere il pane o chi fa dell’indifferenza il proprio sentire, il proprio cinico abito esistenziale. De Luca, con il suo ultimo, breve e folgorante, lavoro (La faccia delle nuvole, Feltrinelli) ci propone un antidoto all’odio e al rancore di questi tempi, rileggendo, in una specie di Vangelo apocrifo, la storia antica di una famiglia di migranti: Iosèf, Miriàm e il figlio Ièshu. Giuseppe, Maria e Gesù. Ci dà, soprattutto, lo sguardo del padre.

Un uomo, ma forse anche ragazzo, (perché pensarlo vecchio?) smarrito, che “crede nell’inverosimile notizia” di Maria incinta “perché la ama”. E “cedere in amore non è cedere, ma accrescere, aggiungere manciate di fiducia ardente”. Iosèf insegna al figlio i segreti del proprio mestiere, il carpentiere. Ed ecco, fin dalle prime pagine, un’immagine che ci prende il cuore: “Quando Iéshu si troverà issato sul patibolo romano, starà tra i rumori e gli odori di bottega. La resina del trave si seccherà in cristalli insieme al sangue”. Ci sarà, nella morte, il trionfo del figlio, e quel padre si toglierà dalla scena “assunto a protettore dei falegnami, uno dei tanti mestieri, uno dei tanti santi in calendario. La sua biografia sfuma nell’ombra larga del figlio. Succede ai padri umili di creature grandiose”.

Seguiamo il cammino di questa famiglia: Betlemme, i re Magi (che non vanno giù a Giuseppe: “Non mi fido dei ricchi, dei potenti. hanno sempre un secondo pensiero, un altro scopo. Che ci vengono a fare, a visitare la nostra povertà?”), la strage dei bambini voluta da Erode (“Stanno togliendo di mezzo una generazione!”, come accadde nei giorni neri delle dittature sudamericane, come sta accadendo ora nel disprezzo della generosità umana), la fuga in Egitto, ma anche l’umile passione dei pastori che qui, in questo struggente apocrifo, parlano napoletano, il dialetto di tanti che sono partiti. Iosèf, meridionale di Betlemme in Giudea, comincia a preoccuparsi per il destino della sua famiglia e, soprattutto, per quel figlio “il più piccolo latitante della storia. E pare che lo sappia, di essere un clandestino”.

Erri De Luca ci narra la storia, che ben conosciamo, con frasi di assoluta modernità: “il giovane emigrante, pochi bagagli ben legati e via, la notte stessa”, “Sarà arrivato al posto frontiera e avrà chiesto il permesso di soggiorno. Provo a ricostruire il disbrigo delle formalità”, “richiesta di asilo politico”, “Erano i tempi in cui un paese favoriva i flussi migratori di forza lavoro, che aumentavano la produzione e la prosperità. A quel tempo non esistevano pregiudizi razziali e discriminazioni sul colore della pelle. Erano accolti anche i sospetti visi pallidi e biondi”.

Gesù predicherà, guarirà, si sentirà solo, porterà la speranza, “ama il prossimo tuo come te stesso”, si sacrificherà, sfiderà i mercanti del Tempio. Lui non assomigliava a nessuno, e non è stato da molti capito: “La faccia delle nuvole è il destino di chi viene scambiato per qualcun altro. Essere frainteso: faceva guarire e allora accorrevano ai suoi passi, ma non era quella la sua specialità. Un’insegna all’esterno, sulla strada, non è il negozio. Un nome non è la persona che lo porta. Una rassomiglianza non fa l’appartenenza. Semplicemente lui non apparteneva al mondo”. Lui, che “dimostrava senz’armi il sovvertimento delle gerarchie e delle potenze”. Piacerebbe a Papa Francesco, ne sono sicuro, questo Vangelo dei migranti di Erri De Luca. A Francesco, sì: che va dove il dolore è più forte, dove le lacrime sono ferite. Nel nome del figlio di un carpentiere, che fu latitante e clandestino.

 

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