Guerra ai “furbetti del sussidio”: dichiaravano reddito zero ma nascondevano migliaia di euro

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Il Comando della Guardia di Finanza di Gioia del Colle ha eseguito i primi controlli volti a verificare che le risorse pubbliche, erogate ai cittadini in condizione economica e sociale svantaggiata, siano effettivamente state destinate a soggetti aventi diritto.

Ad Acquaviva delle Fonti é guerra ai “furbetti del sussidio”. Indagini particolari condotte dalla Guardia di Finanza, su richiesta del Comune di Acquaviva, hanno messo in evidenza diverse irregolarità su percettori di contributi da parte del Comune. Un fenomeno che sembra diffuso in molti centri pugliesi. Nella fattispecie, al momento, sono state prese in osservazione solo le richieste per contributi per l’acquisto di materiale scolastico dell’anno 2013.

Le indagini hanno individuato ben 9 casi, sui 13 segnalati “a campione” dal Comune, dove non erano stati dichiarati redditi o somme di denaro percepite da parte dei membri del nucleo familiare, considerato indigente.

Da un resoconto delle indagini si stima che, nel totale di questi nove casi, non sono state indicate somme di denaro riportate nella dichiarazione dei redditi, in alcuni casi anche ingenti, pari a euro 72.158,00,  con un caso eclatante che vede ben 18.225,95 euro non dichiarati nel Modello ISEE (indicatore della situazione economica equivalente).

In altre situazioni, ancora in corso di verifica perché maturate nel 2016, ci riferisce il Sindaco Davide Carlucci, sono emersi indigenti”, o presunti tali, titolari di rapporti bancari con cospicui saldi attivi, anche per somme vicine ai trentamila euro; per questo – aggiunge, Carlucci – ” Il Comune si riserva di valutare se escludere, anche per il futuro, tali soggetti dall’elenco dei beneficiari dei contributi comunali”…..”noi vogliamo impedire questi contributi a pioggia e concentrare l’intervento dell’Ente ai casi davvero drammatici; c’è gente che non ha una casa, alla quale abbiamo anche pagato gli affitti, ma liquidare contributi, anche modesti, in favore di chi ha generosi conti in banca è solo uno spreco”.  “Ho dato, inoltre, disposizioni ai vigili di fare controlli a chi va a giocare nelle sale scommesse, gli uffici dei servizi sociali forniranno un elenco di soggetti seguiti da noi per evitare che prendano il contributo per mangiare e lo investono in slot e gratta e vinci”.

“Stiamo cercando di impedire che i beneficiari impieghino i contributi in giochi a danaroriferisce L’ass. Tina Capozzo“il Comune ha cambiato il metodo di erogazione, non più in denaro ma un contributo sotto forma di Voucher, buono spesa da usare presso determinati esercizi commerciali del luogo”.

Il Comune, oltre ai controlli effettuati a campione della Guardia di Finanza, ne ha richiesti ulteriori sulle domande di contributi già elargite e ha sollecitato un controllo preventivo su quelli ancora in attesa di erogazione.

Il Sindaco ha ringraziato la Tenenza della Guardia di Finanza di Gioia del Colle per l’eccellente aiuto offerto nell’attivitá di controllo interno alla pubblica amministrazione.

I controlli eseguiti dai Finanzieri ed attivati dal Comune sono espressamente previsti dalla legge nell’ambito del settore delle cd. “prestazioni sociali agevolate”  e sono anche “obiettivizzati” – ha riferito oggi in conferenza stampa il Comandante della Tenenza della Guardia di Finanza di Gioia del Colle, Vittorio Davide Cristalli – evidenziando come in questo particolare momento la GDF stia eseguendo verifiche in maniera sempre più massiccia, visto anche l’aumento delle richieste di intervento pervenute da parte degli Enti coinvolti in questo tipo di erogazioni pubbliche.

“Il dato che a noi è saltato agli occhi – ha poi aggiunto il Comandante Cristalli è che sulla percentuale segnalata dal comune quasi la totalità, parliamo di 9 persone su 13, era fuori dai minimi per ottenere le prestazioni, quindi è giusta l’azione posta in essere dal Comune ed i nostri controlli si estenderanno anche agli anni successivi al 2013″.

La Guardia di Finanza, nel frattempo, ha già proceduto a notificare ai responsabili i verbali di accertamento delle violazioni contestate a loro carico, trasmettendo copia degli atti di indagine anche all’INPS, cui é affidato il compito di sanzionare la infedele compilazione del modello ISEE.

Nella procedura di verifica, in seconda battuta, interviene l‘lNPS che stabilisce delle liste selettive volte a identificare dichiarazioni mendaci rilasciate dai contribuenti. Inps e Agenzia delle Entrate, infatti, collaborano insieme alla Guardia di Finanza nelle attività di accertamento finalizzate a smascherare questi furfanti.

Quanto alle sanzioni previste, la fattispecie è quella della “Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato”, disciplinata dall’art. 316 ter Codice Penale, secondo cui:

Salvo che il fatto costituisca il reato previsto dall’articolo 640bis, chiunque mediante l’utilizzo o la presentazione di dichiarazioni o di documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero mediante l’omissione di informazioni dovute, consegue indebitamente, per sé o per altri, contributi, finanziamenti, mutui agevolati o altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi o erogati dallo Stato, da altri enti pubblici o dalle Comunità europee è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.
Quando la somma indebitamente percepita è pari o inferiore a tremilanovecentonovantanove euro e novantasei centesimi si applica soltanto la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da cinquemilacentosessantaquattro euro a venticinquemilaottocentoventidue euro. Tale sanzione non può comunque superare il triplo del beneficio conseguito.

I trasgressori dovranno anche risarcire i danni arrecati al Comune e restituire gli importi indebitamente percepiti con gli interessi maturati.

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