Il testamento di Don Liborio, Umberto Rey il 5 Luglio ad Acquaviva

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L’Associazione Culturale l’Incontro Onlus con l’Associazione Artis ospitano Umberto Rey che presenta il suo libro “il testamento di Don Liborio”.

L’evento si terrà il 5 Luglio ad Acquaviva nella sede dell’Associazione Artis in Via Nicola Scalera n. 8 a partire dalle ore 19.30

Il testamento di Don Liborio è la narrazione liberamente interpretata dall’autore di alcune pagine oscure, cocenti e controverse della storia che ha determinato l’Unità d’Italia. In particolare spicca la figura del Barone Don Liborio Romano, qui definito “Padre d’Italia” che avrebbe voluto sepolto per oltre 150 anni il suo Testamento con i segreti, nascosti retroscena delle vicende accadute in Italia nel 1860 e che lo videro interprete determinante di decisioni strategiche che, nel racconto, andrebbero a stravolgere le verità storiche scritte come sempre dai vincitori.  Dal libro è stato tratta un’opera teatrale e a breve anche un film per la TV. (descrizione ibis Internet Bookshop Italia)

Locandina Il testamento di Don LiborioObiettivi:
La storia ufficiale in Italia ha omesso per circa 150 la verita’ sui fatti accaduti nel 1860; il motivo e’ semplice;la storia è dettata dai vincitori che la raccontano come vogliono: il più delle volte “ciò che appare” è molto diverso da “ciò che è” realmente e , spesso, quelli che noi a torto riteniamo i Protagonisti della Storia, anche di quella attuale, non sono altro che Burattini manovrati da Burattinai che lavorano nell’ombra e che muovono le fila degli eventi e degli accadimenti umani.

Immaginiamo se a vincere la seconda guerra mondiale fosse stata la Germania di Hitler: cosa avremmo letto oggi sui libri di storia? Anche l’America è stata a lungo dilaniata da una guerra civile, la guerra d’Indipendenza, che ha visto i nordisti, alleati ai vincenti Inglesi, e i sudisti,alleati con i Francesi, massacrarsi ma ,alla fine, i nordisti hanno raccontato e scritto la Verita’ dell’accaduto .

La conoscenza è doverosa e necessaria affinchè un popolo possa edificare una coscienza collettiva e possa sviluppare la consapevolezza d’esser uno Stato anche quando, oramai, non si ha piu la possibilita di cambiare il decorso della Storia.

Con la presente opera si vuol far luce,quindi, su ciò che e’ realmente accaduto, ma solo per chiarire una volta per tutte chi siamo, da dove veniamo e chi sono i nostri veri padri; lo sforzo indagativo dei tre protagonisti e’ proiettato nel tentativo, arduo, di dare una risposta a il destino delle popolazioni meridionali, non solo dell’epoca, ma anche delle generazioni successive .

Infine, e non per ultimo, si vuol far emergere dalla narrazione che l’unica leva che muove i comportamenti degli uomini che contano è il Potere, economico o politico, che in Politica non esiste Lealtà, e che Coerenza, Fedeltà e Sincerità non sono affatto sue prerogative.

Una critica agli storici e’ doverosa, il perche’ si continua a non raccontare cosa e’ accaduto nel 1860 e il non riconoscere Liborio Romano come un padre di quest’Italia e’ stata una volonta’ degli storici o dello stesso Don chiedendo la pubblicazione del suo testamento dopo 150 anni?

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