La partecipazione è Legge. Emiliano: “In Puglia sarà un diritto esteso a tutti”

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Il Consiglio Regionale della Puglia ha approvato la legge sulla partecipazione.

Titti Caterina De Simone, Consigliera politica del Presidente Emiliano: “Due anni di lavoro. Una bella giornata! Grazie alle tante persone che hanno contribuito a questo traguardo, che ci hanno creduto!!

Da oggi in Puglia, i cittadini potranno usufruire, oltre che del diritto al voto, anche del diritto alla partecipazione. Lo sancisce il disegno di legge approvato in Giunta e presentato questa mattina alla stampa dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.

“Questo è uno degli obiettivi previsti dal programma di questo governo che ha visto coinvolti oltre 3mila cittadini pugliesi – ha detto Emiliano – è una legge dunque scritta e voluta dai pugliesi proprio con un processo partecipativo. Si tratta di una normativa raffinata e complessa, una sperimentazione che, unica in Italia, potrà anche essere fonte di ispirazione per il futuro del paese”.

19 articoli per promuovere la partecipazione istituzionale, per prendere decisioni pubbliche giuste, anche quelle più complesse, consapevoli del fatto che la partecipazione sblocca la decisioni.

legge sulla partecipazione regione puglia

Il testo della proposta di legge approvata dal Consiglio Regionale della Puglia

“Da oggi dunque – ha continuato Emiliano – i pugliesi potranno non solo scrivere i programmi delle personalità che poi eleggono ma una volta eletto un presidente o un sindaco, potranno sorvegliare che il programma di governo corrisponda alle loro esigenze. Questa legge consentirà a sindacati, partiti politici ma anche a singoli cittadini, ad associazioni, scuole e università o a chiunque ne abbia voglia, di portare le proprie idee non in modo populista e urlato ma in modo ragionato e approfondito anche utilizzando una piattaforma web nella quale la Regione non solo fornisce documenti ma anche spiegazioni, conducendo i cittadini ad una analisi ragionata della politica”.

Per il Presidente dunque “questa è una legge che, nel nostro auspicio, tenta di supplire alle difficoltà che i partiti politici hanno nel gestire il rapporto con le persone, i soggetti portatori di interesse, le associazione, i gruppi. È una legge molto completa che consentirà a ciascuno di pretendere il rispetto di un diritto alla partecipazione informato proprio attraverso la piattaforma web”.

“Finalmente la politica – ha proseguito Emiliano – rientra o può rientrare nella vita dei pugliesi non necessariamente attraverso i partiti o i movimenti ma attraverso la legge sulla partecipazione”.

Emiliano ha anche sottolineato come il metodo della partecipazione, inteso come diritto esteso a tutti, sia il contrario dell’accentramento della decisione politica.

“Noi riteniamo – ha detto il Presidente – che allargando gli spazi di democrazia, ma definendoli con delle regole, la decisione si sblocca meglio e più velocemente e definitivamente”.

Il Presidente ha voluto dedicare, così come anticipato ieri nel corso della seduta di Consiglio regionale, questa legge a Guglielmo Minervini, scomparso qualche giorno fa.

“Vorrei dedicare questa legge a Guglielmo Minervini –ha ribadito Emiliano – con il quale ci sono stati frequentissimi dialoghi, non sempre allineati, ma sempre molto intensi. Guglielmo ha ispirato molti dei principi di questa legge, lui è sempre stato molto attento alla partecipazione. Negli anni precedenti infatti aveva introdotto elementi interessanti di partecipazione anche nell’urbanistica. Questa è una legge sulla partecipazione in tutti i settori ed è una legge che lui aveva avuto modo di seguire, insieme con Titti De Simone, e quindi vorrei davvero ringraziarlo per l’ispirazione che ci ha dato”.

Alla conferenza stampa ha partecipato anche Titti De Simone, consigliere del Presidente per l’attuazione del programma, l’avvocato Pierluigi Balducci e la dirigente della Regione Puglia Silvia Piemonte.

“Il programma annuale della partecipazione – ha detto la De Simone – può essere integrato anche dai cittadini con le loro proposte. Ogni anno faremo un avviso pubblico, chiedendo a tutti i soggetti di avanzare proposte che verranno valutate sulla base di alcuni criteri individuati già nella legge”. (s.n.) fonte: PressRegione – Agenzia Giornalistica

LEGGE SULLA PARTECIPAZIONE – LE LINEE GUIDA

Le istituzioni regionali rappresentano la comunità e devono favorire la sua partecipazione alle decisioni pubbliche, secondo i principi costituzionali della democrazia rappresentativa e partecipativa, in modo complementare.

Al fine di migliorare l’efficienza delle istituzioni pubbliche, con la Legge regionale sulla Partecipazione oggi la Regione Puglia intende promuovere il confronto con la sua comunità che è ricca di legami sociali e di relazioni estese, di norme di reciprocità generalizzata, e reti di impegno civico.

L’obiettivo è quello di accrescere il capitale sociale dei territori come elemento fondamentale per migliorare l’efficienza delle istituzioni pubbliche e promuovere le comunità e le reti di prossimità, quali diffusori di fiducia e principali produttori di capitale sociale di quel territorio.

La legge regionale riconosce la Partecipazione come diritto/dovere soggettivo di ciascun/a cittadino/a garantendo, attraverso nuovi strumenti democratici, di contribuire alle decisioni che coinvolgono i territori e le comunità locali.

I CONTENUTI ESSENZIALI

La Legge sulla Partecipazione:
indica un metodo di governo, (peraltro già intrapreso con la costruzione del Programma), coinvolgendo in modo permanente cittadini, amministratori e attori sociali, culturali, economici, politici, scientifici, che avranno voce sulla programmazione regionale e sull’attuazione del programma di governo, nonché sulla sua verifica nell’arco della legislatura.

promuove la cultura della responsabilità sociale, affermando un modello di democrazia che corregga la tendenza agli eccessi di delega, investendo sulla crescita delle comunità locali, sulla cittadinanza attiva nell’uso condiviso di beni pubblici, sull’inclusione e la coesione sociale. 

crea sinergia e complementarietà fra la democrazia partecipativa e quella rappresentativa, integrandole e rafforzando la funzione delle istituzioni, e delle forme della rappresentanza, nello spirito della Costituzione repubblicana, riducendo il gap fra eletti ed elettori, promuovendo la capacità associativa e di rete dei cittadini e dei Comuni.

stabilisce come proprio obiettivo il “decision making”, ovvero il processo che porta alla decisione, in tempi certi, e con strumenti trasparenti e democratici.

consentirà la costruzione partecipata del Piano di sviluppo regionale e delle politiche di programmazione. Gli strumenti della programmazione strategica tornano in primo piano, fra gli obiettivi di questa legislatura.

STRUMENTI DELLA LEGGE SULLA PARTECIPAZIONE PUGLIESE:

sarà istituito il dibattito pubblico, obbligatorio in via preliminare, per le grandi opere e per interventi di rilevante impatto territoriale, ambientale, urbanistico, paesaggistico, socio-economico, anche nel caso in cui si debbano esprimere pareri relativi ad opere pubbliche nazionali.

sarà istituito un programma annuale/biennale dei processi partecipativi a cui accedere tramite avviso pubblico. Tale programma potrà contenere, oltre ai progetti proposti dalla Regione, quelli di altri soggetti, quali enti locali, associazioni, sindacati, partiti. Tale programma sarà sottoposto al parere del Consiglio regionale durante la seduta annuale dedicata alla Partecipazione.

sarà istituito un spazio sul web dedicato, collegato al portale istituzionale, potenziando anche gli strumenti di accesso e condivisione degli open-data ed un Ufficio della partecipazione che farà da riferimento per i cittadini, le amministrazioni, il partenariato, le imprese e stakeholders in generale.

la legge prevede che i percorsi partecipativi, come il dibattito pubblico, debbano svolgersi nell’arco di 6/12 mesi, e concludersi con un documento ufficiale. Eventuali decisioni difformi dagli esiti della partecipazione, da parte di organismi regionali, dovranno essere dettagliatamente motivate.

Ai fini dell’attuazione del Programma di Governo, saranno istituiti alcuni dispositivi di monitoraggio, valutazione e verifica: Town Meeting rivolti a sindaci, amministratori locali, cittadini, nella forma di incontri tematici su base territoriale a cui parteciperanno associazioni, stakeholders, esponenti della comunità scientifica, partenariato economico e sociale.

  • sarà istituito un Albo regionale per la partecipazione, a cui dovranno registrarsi tutte le associazioni che vogliono proporre progetti.
  • sarà istituita una sessione annuale del Consiglio regionale sulla Partecipazione.
  • sarà introdotta una clausola di premialità nell’erogazione dei contributi regionali, per i soggetti ed i progetti che prevedono e praticano iniziative partecipative.
  • sarà istituito il Bilancio sociale di genere, come strumento di programmazione partecipata. Il documento viene presentato nella sessione annuale di Bilancio.
  • sarà previsto il Diritto di tribuna, ad un esponente delle liste che non hanno eletto propri rappresentanti in Consiglio regionale.
  • saranno previsti strumenti di “sorveglianza civica”, per monitorare il funzionamento dei servizi pubblici ed individuare proposte di risparmio di risorse pubbliche.

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