La Pecheronza di Francesco Colafemmina finisce sul Financial Times

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A un anno dalla visita della food writer inglese Hattie Ellis, ospite del liceo Don Milani e del ristorante hamburgeria “Dietro le Quinte”, l’imprenditore acquavivese, apicoltore, scrittore ed esperto di mieli, Francesco Colafemmina, finisce sul Financial Times.

La Pecheronza di Francesco Colafemmina finisce sul Financial Times

“The honey comber” l’articolo di Hattie Ellis sul Financial Times

L’articolo firmato dalla Ellis racconta il sapiente lavoro del produttore di mieli monoflora ottenuti spostando le famiglie di api sulle varie fioriture di Puglia e Basilicata.

Nascono così mieli molto diversi tra loro per aromi e sapori che possono competere con i vini per l’interesse suscitato all’assaggio.

La Ellis passa in rassegna anche i progressi fatti in Italia in questo settore.

Un cucchiaio di miele. Ediz. illustrata, di Hattie Ellis (Autore), M. S. La Luce (Traduttore)

La nostra nazione è infatti l’unica al mondo ad avere un albo ufficiale di esperti in analisi sensoriale del miele riconosciuto dal Ministero per le Politiche Agricole e Forestali.

L’attività degli esperti in analisi sensoriale è fondamentale per distinguere i vari mieli monoflora (che tuttavia l’apicoltore può etichettare solo dopo previa analisi pollinica che ne attesti la provenienza da una specifica fonte nettarifera).

Quando sentiamo parlare di miele di arancio o di castagno dobbiamo ricordare che questa è una delle tipicità dell’apicoltura italiana che ha sviluppato particolare maestria nel produrre più di 30 varietà di mieli monoflora.

La Pecheronza di Francesco Colafemmina

L’azienda apistica La Pecheronza di Francesco Colafemmina viene citata nell’articolo del Financial Times come uno di questi modelli di apicoltura nomade che dà vita a mieli monoflora unici nel loro genere: “Le api di Colafemmina cominciano il loro anno “monoflorale” sulla fioritura dei ciliegi”.

L’area in cui opera produce circa il 40% della produzione nazionale di ciliegie e il miele che ne risulta ha distinte note di mandorla. Le api poi possono essere spostate sul trifoglio incarnato o sugli agrumi sulla costa ionica per dar vita ad un fragrante miele biologico di fiori d’arancio.

La Pecheronza di Francesco Colafemmina – Il Medagliere

E poi continuano sul coriandolo, timo, e quindi lo scuro intenso miele di castagno che è così buono sul pecorino o sul Parmigiano.

“L’abilità dell’apicoltore sta dunque nel porre gli alveari nel posto giusto al momento giusto”. Così la Ellis sul Financial Times.

Un orgoglio per la nostra comunità che si rivela sempre più culla di eccellenze enogastronomiche riconosciute anche al di fuori dei confini nazionali.

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