L’epoca della scrittura, il sub-comparto della condivisione

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All’esordio come scrittore, l’ideatore Eustachio Roberto Tritto ci presenta il suo ‘’Stranezze di un giorno di scuola’’.

di Maria Gargano

Viviamo un periodo storico in cui la multimedialità ha portato lo scrivere, da essere un bisogno facoltativo e spesso ignorato dal proprio inconscio, a farsi spazio nei bisogni primari. Così, da milioni di utenti social, negli ultimi dieci anni, sono nati molti scrittori contemporanei e tanti potenziali tali in un contesto editoriale che ha perso aderenza alla genuinità, al talento, orientandosi sempre più su scelte commercialmente sicure. Per una casa editrice, che riceve centinaia di manoscritti al mese, per assurdo, diventa quasi impossibile ‘’dare il giusto peso alle parole’’ arrivando a decretare gli esordienti meritevoli, dando fiducia e spazio all’estro nascente affinché possa svilupparsi. Lo scrittore degli anni ’10 del 2000, diventa quindi, per forza di cose, editore di se stesso pubblicando libri, bypassando gli ebook e le pagine facebook.

Eustachio Roberto Tritto

Eustachio Roberto Tritto, autore del libro ”Stranezze di un giorno di scuola”

Ad Acquaviva, per esempio, proprio qualche sera fa, martedì per la precisione, veniva presentato ‘’Stranezze di un giorno di scuola’’ di Eustachio Roberto Tritto, un libro surreale, dal linguaggio fresco e lineare, di un ragazzo pressoché diciottenne all’epoca, narratore di una storia… molto divertente! Cosicché, dopo vent’anni dalla stesura, Roberto decide di dare voce ai suoi scritti; un’esordiente anomalo di questi tempi effettivamente, un romantico di vecchio stampo che sogna di regalare spensieratezza ai suoi lettori grazie ad una storia ricca di irriverente fantasia.

Ne consigliamo, per questo, la lettura agli studenti a partire dai tredici anni in cui ‘’fare il minestrone’’ diventa fisiologicamente uno dei pensieri ricorrenti. Per intenderci:

<<Quando l’uomo e la donna si conobbero- come si legge a pagina 9 e 10 del Preludio del libro- ‘’Dio’’ raccomandò loro di non fare le cose turche sotto l’albero delle mele… Ma la donna non andava molto d’accordo con l’uomo, non condivideva le sue stesse idee politiche… e soprattutto non sapeva cucinare le fave bianche con le cicorielle… L’unico momento in cui i due andavano d’accordo era la notte quando… si trasformavano in maschio e femmina con tutto quel che ne consegue.>>

”L’Uomo maschio e la Donna femmina dopo aver fatto il minestrone” per mano della creativa Luigia Cristiana Mastrorocco, in arte Lcm ,vignettista per l’occasione.

 

La presentazione del libro, avvenuta presso la pizzeria Canto Sesto, sorseggiando del buon vino rosso in un’atmosfera familiare e giovane, viene curata da Roberto Petruzzellis che sottolinea le qualità dell’autore, quale uomo sensibile, disponibile, determinato, con una autentica propensione all’altro. Uomo  ricco di idee che prendono vita nell’ambito del suo geniale Bi-Ciclo e donatore di tempo, tanto tempo che dedica a tutto ciò che può essere stimolo per la crescita culturale oltre che per la formazione nell’ambito dei mestieri artigianali.

La serata vede alternarsi momenti di lettura partecipata che immergono i presenti nella stranezza di un sorriso che ci riporta sui banchi di scuola. <<Tutto nacque- ci rivela Eustachio Roberto Tritto- nei pomeriggi di beata solitudine quando, da ragazzo, passavo il mio tempo libero in soffitta, tra i miei esperimenti di creazione con attrezzature elettriche e l’Olivetti lettera 35 che usavo per scrivere… e scrivere>>.

La solitudine, quindi, fondamentale compagna a cui affidare idee e parole, per lasciarle fluire e diventare progetti da realizzare; una solitudine di cui la nuova gioventù dovrebbe riappropriarsi per dare voce alla propria anima e diventare uomini consapevolmente liberi… di sorridere.

Maria Gargano

Autrice della pagina facebook ‘’Ermetica..mente’’, una maniera per dar vita alle mie parole, mandarle in giro per il mondo... dalla mia mente a quella di chi legge, un viaggio per il mondo e ritorno. Una pagina in cui vive a pieno il mio amore per l’ermetismo, innato, prepotente, lasciato lì in attesa... finché ho deciso di dare voce alla mia anima… costantemente in lotta contro il tempo che avanza lasciandoci un attimo dopo il presente, tra il passato appena strappatoci e il futuro sempre troppo in anticipo… in continuo deficit di bilancio con ciò che avremmo voluto e soprattutto potuto fare, rispetto a ciò che abbiamo realmente fatto. Una voglia di fermarlo, il tempo, almeno nelle parole, per potercisi rituffare rileggendole. Un turbinio di sensazioni che stanno dietro e dentro ad un linguaggio criptico che non si può spiegare ma solo capire. Con un romanzo nel cassetto e la voglia di concedermi il tempo per scrivere, nella frenetica voragine dettata dal tempo, in una quotidianità fatta di responsabilità, oneri, famiglia, amore e sogni tenuti a mezz'aria. In tutto questo, la passione per il giornalismo telematico si fa spazio, in me, per gioco o condizione e mi mette ogni volta alla prova, come la prima, nella stesura di articoli in cui il linguaggio deve mantenersi chiaro, esplicito e condivisibile, lontano dal mio modo di narrare le emozioni. Forte motivazione è il desiderio di sottolineare la bellezza delle cose, da uno spettacolo teatrale ad una manifestazione cittadina, ad una persona talentuosa, qualsiasi cosa meriti essere ricordata in maniera indelebile.

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