Mamma, papà… voglio vivere il mondo!

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Dalla Cina la nostra concittadina Mariachiara Nuzzi durante il suo anno scolastico cinese.

di Maria Gargano

Brillante, giovane, promettente, intelligente. La sedicenne Mariachiara Nuzzi ci comunica dalla Cina le sue sensazioni e il suo inarrestabile desiderio di libertà, la libertà di conoscere il mondo viaggiando. Parte per la Cina il 18 agosto 2016 per un anno scolastico, precisamente dieci mesi, che non dimenticherà mai. Una grande opportunità di crescita a cui approda nella mente già da qualche anno prima, quando, insieme ad alcuni compagni di studi, parteciperà al Giffoni Film Festival per due edizioni.

<<Un’intensa esperienza di crescita -ci dirà- che lascia patrimonio dell’animo il desiderio di volare alto. Comprendere di non esser soli, poter osservare sogni e interessi ardenti, che similmente brillano negli occhi di coetanei provenienti da tutto il mondo, e che alimenta la speranza di riuscire a rubare alla vita la felicità tanto bramata. >>

La scintilla poi si accende con “Carpe diem”, cogliere l’attimo, tema del GIFFONI 2015, monito che sprona a non aver paura di vivere il mondo da avventurieri, esploratori, pionieri. Cogliere l’attimo, quindi, rivela d’essere innanzitutto un obbligo verso noi stessi e, l’obbligo che incarna questa radiosa ragazza, è quello di sentirsi liberi di vivere il mondo, di studiarlo, di assaporarlo e racchiuderlo nella nostra mente, per poter essere adulti veri, completi, protagonisti di un mondo che ci è sempre stato attorno e che ci offrirà un giorno il nostro posto… quello autentico. Accumulare cultura è la sua missione perché profondamente convinta che la cultura sia un bene inestimabile al fine di raggiungere una sana crescita emozionale.

Mariachiara Nuzzi mentre scrive in cinese con la mano destra, essendo mancina.

<< Se all’Italia -scrive qualche giorno fa sul suo profilo facebook- appartengono le mie radici, alla Cina devo la nascita della mia anima. Da sempre nutro il desiderio di viaggiare come mezzo per conoscere e raggiungere la libertà. Infatti sono all’estero per mia volontà per mezzo di Intercultura, diramazione italiana dell’associazione, nota a livello mondiale, AFS. L’esperienza è a carico delle famiglie nonostante si possa disporre di borse di studio. Fra il resto, ciò che di più significativo questa esperienza mi sta quotidianamente donando è nutrirmi di me stessa assaporando il Mondo.>>

Serena e vorace studiosa, trova il suo unico Dio nell’Entusiasmo che sa trasmettere e rendere desiderabile più di quanto non sia per definizione la parola stessa. Un periodo di studio all’estero rappresenta un’esperienza formativa forte, che permette di entrare in profondità nella realtà culturale di un altro Paese, di educarsi alla differenza confrontandosi con l’esterno. Un’esperienza formativa che auguriamo a tanti e sempre più giovani, per rendere il nostro, un Paese ‘’globale’’.

Riportiamo la poesia ispiratrice della ragazza, poesia contenuta nel libro di Napoleon Hill dal titolo “Pensa e arricchisci te stesso”:

“Ho pattuito con la Vita un centesimo,

E di più la vita non pagherà,

Per quanto mendichi la sera,

Tirando le somme della mia piccola attività.

Perchè la Vita è un padrone giusto,

Ti dà quel che chiedi,

Ma una volta stabilito il compenso,

Bisogna assolvere gli impegni.

Ho lavorato per un salario da povero,

Solo per imparare, sgomento,

Che qualunque prezzo le avessi chiesto,

La Vita me l’avrebbe corrisposto volentieri.”

Maria Gargano

Autrice della pagina facebook ‘’Ermetica..mente’’, una maniera per dar vita alle mie parole, mandarle in giro per il mondo... dalla mia mente a quella di chi legge, un viaggio per il mondo e ritorno. Una pagina in cui vive a pieno il mio amore per l’ermetismo, innato, prepotente, lasciato lì in attesa... finché ho deciso di dare voce alla mia anima… costantemente in lotta contro il tempo che avanza lasciandoci un attimo dopo il presente, tra il passato appena strappatoci e il futuro sempre troppo in anticipo… in continuo deficit di bilancio con ciò che avremmo voluto e soprattutto potuto fare, rispetto a ciò che abbiamo realmente fatto. Una voglia di fermarlo, il tempo, almeno nelle parole, per potercisi rituffare rileggendole. Un turbinio di sensazioni che stanno dietro e dentro ad un linguaggio criptico che non si può spiegare ma solo capire. Con un romanzo nel cassetto e la voglia di concedermi il tempo per scrivere, nella frenetica voragine dettata dal tempo, in una quotidianità fatta di responsabilità, oneri, famiglia, amore e sogni tenuti a mezz'aria. In tutto questo, la passione per il giornalismo telematico si fa spazio, in me, per gioco o condizione e mi mette ogni volta alla prova, come la prima, nella stesura di articoli in cui il linguaggio deve mantenersi chiaro, esplicito e condivisibile, lontano dal mio modo di narrare le emozioni. Forte motivazione è il desiderio di sottolineare la bellezza delle cose, da uno spettacolo teatrale ad una manifestazione cittadina, ad una persona talentuosa, qualsiasi cosa meriti essere ricordata in maniera indelebile.

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