Marco Bruno: “Il nuovo Albero della Libertà è di tutti”

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Inaugurato il nuovo monumento a Piazza dei Martiri: crocevia di storie e di interpretazioni differenti

di Saverio F. Iacobellis

articolo pubblicato da “La Voce del Paese”, Anno X n.5 del 1/5/2018 – Edizione Acquaviva

‘Come coniugare la memoria della Resistenza antifascista con le vicende storiche del Meridione italiano di fine settecento’: una frase affermativa come una curiosa domanda. La sera del 25 aprile, nel giorno in cui la Repubblica Italiana normalmente istituisce la ‘Liberazione’, l’Archeoclub locale ‘Sante Zirioni’, al fianco di esponenti politici dell’amministrazione Carlucci (gli assessori Austacio Busto ed Ester Lagioia), ha inaugurato a Piazza dei Martiri del 1799 un nuovo “Albero della Libertà”: dopo aver promosso una serie di visite nei luoghi del borgo antico e di Palazzo de’ Mari (anche con la briosa esperienza in programma del “Fantasma a Palazzo” a cura di Ugo Maurino).

Marco Bruno: “Il nuovo Albero della Libertà è di tutti”

Il nuovo monumento – ‘opera d’arte’, ‘opera di design’, ‘antenna Wi-Fi’, e già nei suoi primi minuti di vita… ‘musa’ stimolante di differenti opinioni social – è stato celebrato nelle note folk dei ‘Uaragniaun’ di Altamura: che hanno ripercorso brevi cenni di storia giacobina e sanfedista.

Invitati per l’occasione l’assessore regionale all’Urbanistica Alfonso Pisicchio; la critica d’arte Lia De Venere; lo scenografo Daniele Trevisi. (Esponenti della commissione che ha promosso l’opera.) Inclusa la presenza dell’autore, Giuseppe Teofilo‘La Voce del Paese’ ripercorre quei momenti con Marco Bruno, presidente dell’Archeoclub ‘Sante Zirioni’ di Acquaviva:

Marco Bruno

“La serata del 25 aprile parte da molto lontano: perché è il coronamento di tutto un percorso. Che per noi dell’Archeoclub nasce sin dallo scorso mese di marzo 2016: quando c’è stata la proposta all’amministrazione comunale di un concorso di idee per la realizzazione di un qualcosa che rappresentasse proprio oggi un moderno ‘Albero’. Un simbolo della nostra storia comune. na proposta che ha poi trovato una piena adesione da parte dell’amministrazione, facendola anche come propria. Ha avuto poi luogo, a seguito, un concorso: fra undici opere partecipanti, di cui molte di artisti acquavivesi, una commissione di esperti ha fatto emergere come innovativa la proposta di Giuseppe Teofilo, artista di Polignano a Mare, docente, e munito di un certo curriculum. La serata del 25 ha, dunque, visto l’inaugurazione di un’opera simbolica, un’opera che appartiene a tutti, ed ha chiuso anche un nostro ciclo di eventi legati al ricordo dei moti repubblicani del 1799”.

Il bisogno di spiegare la particolarità dell’opera e il gemellaggio con Altamura

“Gli esponenti della commissione giudicante presenti in piazza hanno chiarito le motivazioni per cui si è decretata quell’opera come vincitrice. Si è inaugurata sotto le note di un grande concerto dei Uaragniaun: un gruppo di musica popolare altamurano. Una scoperta che farà presto, spero, da contraltare alle imperanti realtà della pizzica. Noi, come Archeoclub, abbiamo già intavolato dei rapporti di collaborazione con l’associazione ‘Martiri del 1799’ di Altamura: al fine di creare un gemellaggio”.

Nel dettaglio.  Ma perché legare il ricordo dell’albero giacobino al 25 aprile?

 “Ci siamo proposti di dare spazio a questi avvenimenti senza voler dare alcuna connotazione politica: facendo conoscere in realtà altri fatti. Ci terrei a spiegare il perché del significato di quest’opera e le motivazioni che hanno indotto alla scelta una commissione. L’opera di Teofilo è un’opera concettuale: è un globo che idealmente viene pizzicato e si allunga per creare un’antenna. L’idea dell’artista è quella della libertà come oggi la intendiamo nel quotidiano: lo scambio di informazioni e la possibilità di conoscerle tramite la rete. Una libera conoscenza contro un’idea fondata dai regimi autoritari”.

Come possiamo definire il nuovo monumento, considerando tutte le possibili e differenti interpretazioni del caso? 

“Quella di Teofilo, oltre ad essere un’opera d’arte, è un’opera di design. L’opera d’arte, come sappiamo, non ha una funzione se non quella estetica, ovvero quella di piacere per chi l’osserva. L’opera di design, di là dalla missione estetica, ha anche una funzione. È, dunque, strumento. Poiché idealmente obbliga il nostro Comune ad installare una rete wi-fi gratuita a partire dal 4 maggio. E con un grande beneficio di tutti i cittadini. In particolare, per i nostri giovani”.

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