Nazitalia: Festival della Polemica domani ad Acquaviva con Berizzi, Laforgia e Melchiorre

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Comincia domani 24 ottobre la VI^ edizione del Festival della Polemica con la presentazione del libro “Nazitalia”, di Paolo Berizzi.

Prossimo appuntamento il 26 con la proiezione de “La mia pelle”, il film-denuncia di Alessio Cremonini sulla tragica vicenda di Stefano Cucchi.

Michele Laforgia, presidente dell’associazione “La Giusta Causa”, e Filippo Melchiorre, componente della direzione nazionale di “Fratelli d’Italia”, interloquiranno domani con Paolo Berizzi, autore di “Nazitalia”.

La presentazione si terrà ad Acquaviva delle Fonti, nella Sala Anagrafe del Palazzo De Mari, sede del Municipio, alle 18.30.

Nazitalia: Festival della Polemica domani ad Acquaviva con Berizzi, Laforgia e Melchiorre

Nazitalia: Festival della Polemica domani ad Acquaviva con Berizzi, Laforgia e Melchiorre

Nel libro, edito da “Baldini e Castoldi”, il giornalista e scrittore descrive la trama, ormai non più tanto sotterranea, che sta portando alla ricostruzione di un’estrema destra di stampo fascista o nazifascista nella nostra Nazione.

L’Italia sta tornando al clima del Ventennio o è solo un’esagerazione da parte della sinistra? Questo è il tema su cui si discuterà con Laforgia e Melchiorre dopo la presentazione del libro, che apre in questo modo la sesta edizione del “Festival della Polemica”.


Paolo Berizzi e il suo nuovo libro “NazItalia”

Paolo Berizzi e il suo nuovo libro "NazItalia"


Aprile 2018. L’Italia si appresta a festeggiare il 73° anniversario della Liberazione, mentre alle elezioni del 4 marzo ha vinto un centrodestra a guida leghista, grazie anche ai voti neofascisti. Nel 2017 Paolo Berizzi, con i suoi scoop su «la Repubblica», ci ha raccontato la nuova marcia su Roma di Forza Nuova, il lido «mussoliniano» di Chioggia, il blitz del Veneto Fronte Skinheads nella sede di un’associazione pro-migranti di Como. Fino alla tentata strage di Macerata nel febbraio 2018. Episodi sintomo di un’escalation fascioleghista e xenofoba allarmante, di fronte alla quale l’Italia si divide fra chi minimizza o dà la colpa all’«immigrazione fuori controllo», come il leghista Salvini, e chi assicura che «il fascismo in Italia è morto per sempre». Non è così. In questo libro, che corona quindici anni di inchieste, forte dei retroscena inediti sulla svolta a destra della Lega e dei racconti di un pentito di Forza Nuova, Berizzi fotografa in maniera vivida un Paese che si è riscoperto fascista, o forse sotto sotto non ha mai smesso di esserlo. Un Paese in cui i media e i partiti, sia di destra che di sinistra, sono sempre timidi a parlare di fascismo e a stigmatizzare certe derive. È uno sdoganamento in corso da anni, colpa anche dell’inedia di istituzioni e organi dello Stato. E che continuerà sotto le nuove forme del populismo sovranista, mentre partiti come CasaPound e Forza Nuova puntano a sostituirsi allo Stato e a radicarsi sul territorio offrendo assistenzialismo di strada e sicurezza fai da te. Oggi più che mai, quindi, mentre i fascisti del terzo millennio agiscono nelle piazze e nel web, con la violenza e la beneficenza, bisogna far nostro il monito che Umberto Eco lanciava sul «fascismo eterno», capace di riproporsi sempre sotto forme liquide e larvate: «il nostro dovere è di smascherarlo e di puntare l’indice su ognuna delle sue forme, ogni giorno, in ogni parte del mondo». È questo lo spirito appassionato del viaggio di Berizzi. (“Nazitalia” di Paolo Berizzi, descrizione Feltrinelli) 

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