Omicidio Stradale. Un intervento del penalista Alessio Carlucci

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Quando é … Omicidio Stradale. I punti chiave della legge 41/2016

Omicidio Stradale intervento del penalista Alessio Carluccidi Alessio Carlucci, Avvocato del Foro di Bari

La legge 23 marzo 2016 n. 41 ha introdotto due nuove figure di reato che puniscono più severamente talune condotte in ambito automobilistico da cui deriva la morte o il ferimento grave di una o più persone.

Si tratta dell’omicidio stradale ex art. 589 bis c.p. e delle lesioni personali stradali gravi o gravissime ex art. 590 bis c.p.

La stessa legge ha introdotto due nuove circostanze aggravanti, una della fuga del conducente in caso di omicidio stradale ex art. 589 ter c.p. e l’altra sempre della fuga dello stesso soggetto in caso di lesioni personali gravi o gravissime ex art. 590 ter c.p.

Tali condotte erano punite anche prima della entrata in vigore della L. 41/2016 ma con pene molto meno severe previste dalle fattispecie di cui agli art. 589 e 590 c.p. ( omicidio e lesioni colpose); la fuga era sanzionata con il già esistente reato di omissione di soccorso ex art. 593 c.p. punito con pene assai blande.

A partire dal marzo 2016 il conducente di un veicolo a motore che, violando le norme del codice della strada , causa la morte o il ferimento grave o gravissimo di una o più persone, rischia seriamente di andare in carcere, a differenza che nel passato recente in cui anche in casi assai gravi poteva fruire del beneficio della sospensione condizionale della pena.

Oggi, infatti, anche chi commette il reato di omicidio stradale cd. semplice ( art. 589, comma 1, c.p.) sarà soggetto ad una pena che va da due anni a sette anni.

Laddove si renderà responsabile di ulteriori violazioni previste da circostanze aggravanti contemplate dai successivi commi, rischierà una pena da cinque a dieci anni e addirittura, da otto a dodici, a seconda del grado di colpevolezza manifestato con la propria condotta.

Io temo fondatamente che la introduzione della citata legge 41/2016 non sia stata sufficientemente, se non pubblicizzata, spiegata nei suoi esatti contenuti e contorni.

Ne è riprova che non pochi cittadini credono ancora che tale normativa riguardi per lo più i conducenti il veicolo che si pongono alla guida in stato di ebbrezza alcolica ovvero sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

In realtà colpirà anche e soprattutto i soggetti in condizioni psicofisiche normali, che si renderanno responsabili di altre e più specifiche violazioni quali il mancato rispetto del semaforo rosso, il sorpasso in curva o in prossimità di un dosso, il sorpasso di altro veicolo sulle strisce pedonali, la inversione di marcia in cd. punti critici ( incrocio, curva o dosso) ovvero il procedere contromano.

Ancora, il viaggiare con l’auto e la moto nelle strade urbane ad una velocità di 70 km orari dove esiste il limite di 30, comporterà anche una pena di dieci anni di reclusione, se da ciò deriva la morte di una persona.

Nelle strade extraurbane ( provinciali , statali, autostrade) superare di 50 km orari il limite consentito produrrà analoghe e drammatiche conseguenze legali.

Quante autovetture sfrecciano a 180 km e più sulle autostrade?

Immaginate anche solo le strade statali dove in alcuni punti vigono limiti di velocità di 70 e addirittura 50 kmh e incauti guidatori spingono il loro veicoli a velocità più che doppie.

Tutte queste ultime violazioni erano commesse prima della introduzione della L. 41/2016 e non certo incidevano marginalmente sul piano statistico giudiziario, solo che si chiudevano processualmente con una pena mite e con il beneficio della sospensione condizionale.

Dal 2016 non sarà così.

E’ quindi importante, se non vitale, informare tutti dell’attuale stato delle cose, soprattutto i neo patentati e i più giovani, meno inclini al rispetto delle norme del codice della strada e meno esperti nel controllo del veicolo, spesso inconsapevoli delle conseguenze di una guida disinvolta o spericolata.

Quanti di questi saranno colpiti dalla scure sanzionatoria decisa dal parlamento?

Un discorso più mirato va fatto in relazione alla guida in stato di ebbrezza o alterazione da stupefacenti.

Per ragioni di spazio lo si rimanda ad articoli successivi.

Devo segnalare che l’argomento dell’omicidio e lesioni stradali sarà pure trattato in un incontro che si terrà il 24 marzo prossimo, alle ore 18,30, presso i locali del Movimento VIVA, nella locale Piazza Vittorio Emanuele.

Consiglio a tutti di partecipare e intervenire per la presenza di più e qualificati relatori quali il dott. Francesco Pellecchia, giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Bari, e il vice commissario della polizia stradale del capoluogo, che offriranno una visione completa e approfondita della nuova legge e delle problematiche ad essa connesse.

Interverranno altri soggetti, pure competenti in materia di circolazione e soccorso stradale, che porteranno la loro testimonianza, rendendo ancor più significativo l’evento informativo organizzato da VIVA.

Dura lex sed lex: il noto brocardo latino, più che spaventarci, deve indurre tutti noi ad assumere una guida attenta e responsabile che, se da un lato servirà ad evitare processi e carcere, dall’altro limiterà e di molto, lutti e tragedie.

In fondo è questo lo scopo preminente, se non esclusivo, della legge 41/2016.

La prossima volta affronteremo in maniera più approfondita lo specifico tema dell’omicidio e lesioni stradali gravi o gravissime da parte di chi guida dopo aver ingerito bevande alcoliche o assunto sostanze stupefacenti.

In quelli successivi tutti gli altri, oggi solo anticipati.

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Una risposta

  1. Paolantonio ha detto:

    Abominevole Legge populista e propagandistica.
    Volevo ricordare che i casi citati di inosservanza degli articoli al CDS, sono da intendersi solo come aggravanti della pena.
    Basta anche solamente un tamponamento DA SOBRI o, come il caso famoso di quel padre di famiglia che in manovra ha calpestato un piede ad una Signora fratturandoglielo (sempre da sobrio), per andare automaticamente a Processo Penale senza querela di parte (con 40gg di prognosi per lesioni – frequentissimo) rischiare poi da 3 a 12 mesi di reclusione e la REVOCA PER 5 ANNI DELLA PATENTE DI GUIDA a condanna anche patteggiata.
    Tutto questo è stato legiferato evidentemente, da persone che ben poco hanno solitamente a che fare col Diritto Penale e/o coi più banali criteri di equità e Giustizia che il Diritto DEVE sempre preservare.

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