Opere Pubbliche, intervista ad Antonio Piangiolino dopo un anno da assessore

Shares

Ormai è trascorso oltre un anno e Antonio Piangiolino, come assessore ai Lavori Pubblici e alla Transizione Digitale, ha dovuto affrontare diverse sfide. Prima fra tutte, ovviamente, la pandemia che ha messo a seria prova ogni comunità.

Antonio Piangiolino

Antonio Piangiolino, assessore ai Lavori Pubblici e alla Transizione Digitale del Comune di Acquaviva delle Fonti

L’Assessore ci ha illustrato i progetti in itinere e qualcosa di quello che si sta già programmando, ricordando lo straordinario apporto del suo predecessore, Austacio Busto, venuto a mancare prematuramente dopo una impietosa malattia.

A poco più di un anno dal suo subentro nell’assessorato guidato da Austacio Busto, ci può tracciare un bilancio?

In effetti, non è facile sintetizzare quanto si stia facendo per la città senza considerare quanto è accaduto negli ultimi tre anni. Una pandemia che ha messo a seria prova ogni comunità e, nel nostro caso, a questa sciagura si è aggiunta la malattia e la partenza per il cielo del caro amico Austacio Busto.

Austacio ci ha lasciato una grande eredità, ma anche un patrimonio di progetti che adesso si stanno completando o realizzando. A causa dell’impietosa malattia, ma con l’auspicio che Austacio potesse guarire, il Sindaco e la giunta si erano da subito impegnati a supportare l’assessorato che il vicesindaco riusciva ancora a coordinare, ma con una sempre crescente difficoltà. La vicenda, dolorosissima, ha favorito lo svilupparsi uno spirito di squadra molto unito. E così si va ancora avanti uniti, con Austacio sempre nel cuore.

Cosa state realizzando nel settore delle opere pubbliche?

La prima cosa di cui mi sono occupato, avendo anche la delega per la transizione digitale, è stata quella di convocare una conferenza di servizi con le aziende coinvolte nella posa dell’infrastruttura della banda ultra larga. Abbiamo concordato un piano che, attraverso il quotidiano supporto dell’ufficio tecnico, sta provvedendo alla copertura dell’intero territorio. Abbiamo puntato alla fibra per minimizzare l’accesso alle reti wireless e per poter raggiungere quante più zone del territorio comunale.

L’utilizzo della fibra ci consentirà collegamenti più efficaci e quindi possibilità di attivare servizi in banda ultra larga. Questo significa che avremo la potenzialità per poter sviluppare servizi avanzati di telemedicina (l’amministrazione ha di recente siglato un protocollo d’intesa con Università di Bari per il progetto Amica, assistenza olistica intelligente che riguarda sia le strutture residenziali che l’accoglienza a domicilio di anziani e affetti da patologie croniche), di controllo del territorio, ma anche di linee prestanti per le mutate esigenze del mondo commerciale e industriale, nonché di quello dei professionisti. La nostra pressione per realizzare questa infrastruttura è connessa anche al potenziamento dei servizi informatici comunali.

Vediamo tanti cantieri aperti in città. Com’è la situazione?

Verissimo. La pandemia e subito dopo i contraccolpi del conflitto in Ucraina, avevano fatto come da “tappo” e così, tanti progetti si erano fermati o non erano ancora partiti. Pian piano tutti gli intoppi che avevano rallentato la partenza dei cantieri ora si stanno superando.

I lavori per la Lama di Torre Cimarosa hanno visto il completamento del ponte sulla via per Sammichele. Ma ora occorre il completare del ponte su via Maselli Campagna e quello della circonvallazione. Per piazza San Francesco, rimasta bloccata per molto tempo a causa del mancato intervento ai sottoservizi elettrici da parte del titolare della rete, ormai siamo in dirittura d’arrivo. Mentre procedono finalmente spediti i lavori di ristrutturazione dell’ex macello comunale e del cosiddetto “relamping” della pubblica illuminazione che ormai sono in fase di completamento. Va detto che queste opere pubbliche sono in capo all’assessorato all’urbanistica che ne ha seguito l’intero sviluppo fin dalle primissime fasi di progettazione.

Una delle opere imminenti e che siamo felici di poter avviare è quella della riqualificazione di piazza tenente Castellaneta. La piazza, con un investimento di circa 118.000 euro sarà ridisegnata, fermo restando il verde presente, e corredata di nuovi giochi per bambini.

Dopo il recupero della fontana di fronte all’ingresso della scuola De Amicis, è anche partito l’iter per il recupero e la rifunzionalizzazione della fontana di piazza Aldo Moro che, speriamo a breve, accompagnerà anche l’inizio dei lavori di riqualificazione della stazione a opera di Ferrovie dello Stato fortemente richiesta in questi anni dalla nostra amministrazione. D’altro canto siamo anche alla vigilia dei lavori per la realizzazione della velostazione e quelli per la riqualificazione dell’area dog.

Proseguono i lavori di recupero del basolato del Centro Antico, un preludio al più corposo imminente intervento “ACQUAVIVA SACRA E ANTICA” (finanziato con 3 milioni di euro), che sono coordinati anche con gli interventi alle condotte idriche e fognarie. Anche il progetto strada per strada prosegue con il rifacimento di marciapiedi e strade.
Proprio nelle ultime ore la Giunta ha deliberato un disciplinare tecnico per la manomissione del suolo pubblico comunale. Questo perché in alcuni casi ci siamo trovati ad affrontare contenziosi per interventi che non hanno riportato le strade alle loro condizioni iniziali. Anche se sono molte le aziende che, al contrario, eseguono lavori ad opera d’arte addirittura migliorando, in alcuni casi, il manto stradale logorato, per tutelare la comunità dalle aziende più “sbrigative”, si precisa meglio che, per i marciapiedi, il rifacimento della pavimentazione dovrà essere eseguito con gli stessi materiali preesistenti, sempre per tutta la larghezza del marciapiedi salvo diversa indicazione dell’ufficio tecnico riportata sulla autorizzazione”. Il concessionario dovrà, inoltre, provvedere all’eventuale ripristino delle opere relative all’abbattimento delle barriere architettoniche, secondo le medesime caratteristiche di quelle esistenti. Dopo la sistemazione temporanea, l’impresa dovrà inoltre provvedere al ripristino definitivo del taglio stradale entro sei mesi dal termine dei lavori.

Avviati finalmente i lavori al Palazzo De Mari. Un’impresa che ambisce a recuperare la bellezza del nostro palazzo e che già dà i primi risultati se si guarda alla torre “belvedere”. Ma i lavori sono anche all’interno e sui tetti. Pian piano, grazie ai circa 6 milioni di euro ottenuti con tre distinti progetti, il palazzo De Mari tornerà al suo splendore.

E l’estramurale e piazza Kennedy?

Il progetto di piazza Kennedy-estramurale che, va ricordato essere prima di tutto un intervento di mitigazione del rischio idro-geologico, è invece ancora in attesa del collaudo e del completamento con gli arredi e il verde compatibile con la natura dell’intervento. Sebbene non sia irrilevante il fatto che nessun acquazzone occorso dopo l’attivazione del sistema di pompe, abbia provocato allagamenti nella piazza, su quest’opera ci sarebbe tanto da dire e ancora suscita discussioni per i tanti aspetti controversi di una vicenda assai travagliata. Un tema ad esempio riguarda gli alberi messi a dimora che, secondo il Dipartimento delle piante e del Suolo dell’Università di Bari, nostro partner scientifico, risulterebbero in parte non di Roverella (Quercus pubescens), come da noi richiesto, ma di Farnia (Quercus robur) diffusa dal Portogallo agli Urali sino alla Scandinavia, quindi inadattabile al nostro clima. Questo, come altri, saranno tuttavia aspetti che il collaudatore dovrà valutare specificamente e che sicuramente ci riserveranno ulteriori sviluppi della vicenda di questa complessa opera pubblica.

E per Piazza Vittorio Emanuele non avrebbero già dovuto partire i lavori?

Si, ma sono emerse alcune difficoltà tecniche con la ditta aggiudicataria che sono in corso di valutazione, ma che speriamo possano presto essere superate per dare il via a questa opera così importante per la nostra comunità.

Ma c’è altro ancora?

Certo, ci sono progetti in corso di avvio come quello che riguarda l’ampliamento del sistema di affinamento e distribuzione delle acque reflue per un importo di 2 milioni di euro, al quale si potrebbe aggiungere quello presentato al Ministero dello Sviluppo Economico attraverso Murgia Sviluppo per ulteriori 2,4 milioni di euro. E poi ci sono i progetti PNRR, tra cui ad esempio, la demolizione e ricostruzione della scuola in Via Luciani (2.464.087,50 €). La strutturazione di un Asilo Nido presso l’edificio ex scuola materna in Via de Sanctis (412.000,00 €). La rigenerazione del tessuto urbano del Nucleo Storico con la rifunzionalizzazione del patrimonio edilizio storico e culturale “Torre Sociale” (1.084.500,00 €). Ma questa è solo una parte di quello che c’è in gioco.

Tra le sue deleghe c’è quella per la transizione digitale. A che punto siamo?

Il processo di transizione era già stato avviato ben prima della pandemia con l’obiettivo di rivedere completamente l’infrastruttura informatica del comune, dotandolo di un’architettura hardware e software che consentisse incrementi nella qualità dei servizi, a fronte del numero piuttosto basso di dipendenti comunali. Il PNRR ha messo in campo molte più risorse di quelle che avevamo a disposizione e pertanto ci siamo trovati preparati a rispondere ai bandi con tempi di reazione molto alti.

Abbiamo partecipato a tutti i bandi per la transizione digitale finora pubblicati, ricevendo la conferma dei relativi decreti di finanziamento (oltre 600.000 euro). Siamo ora nella fase di espletamento delle procedure per la contrattualizzazione delle forniture. Nei prossimi mesi attueremo una progressiva modernizzazione dei servizi al cittadino, con l’implementazione di piattaforme pienamente interoperabili (cioè che collegheranno tutti gli uffici comunali in un’unica architettura) e che consentiranno l’accesso ai servizi in maniera più rapida ed efficace, riducendo drasticamente i tempi per l’ottenimento dei servizi da parte dei cittadini. Ovviamente si tratta di un processo che esigerà un tempo di adattamento, ma che auspichiamo ragionevolmente breve.

Un desiderio per il 2023?

Avere la determinazione e il tempo per attivare percorsi strutturati di partecipazione e di coinvolgimento dei cittadini, al fine di disegnare insieme la città che desideriamo costruire per i nostri figli e nipoti, bloccando l’emigrazione dei nostri giovani perché non si sentano più “costretti” ad andare fuori per poter costruire il proprio futuro.

Potrebbero interessarti anche...