Quaresima: mons. Ricchiuti, “preghiera, digiuno ed elemosina sinfonia della vita cristiana”

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Il Vescovo Giovanni Ricchiuti

“Preghiera, digiuno ed elemosina” sono “la sinfonia della vita cristiana”.

Lo scrive mons. Giovanni Ricchiuti, vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, nel suo messaggio per la Quaresima. Una “sinfonia”, sottolinea il presule, “capace di rallegrare il cuore e la mente e di fare della nostra fede, speranza e carità il racconto dell’amore e della misericordia di Dio Padre in Cristo Gesù”. Il tempo quaresimale “ci chiede di essere donne e uomini oranti; ci invita a riscoprire il gusto del silenzio, interiore ed esteriore, in cui ascoltare la voce del Signore”, evidenzia il vescovo, che invita a “una più assidua partecipazione all’Eucaristia e all’Adorazione eucaristica, anche feriale, all’ascolto della Parola mediante la lectio divina e le iniziative spirituali parrocchiali e diocesane”. In questo modo la preghiera genererà “un progressivo distacco da noi stessi e dal nostro egoismo; ci svuoterà dentro, creando la disponibilità a quel digiuno, sapientemente indicato dalla Chiesa nel Mercoledì delle Ceneri, nei venerdì di Quaresima e nel Venerdì Santo”, che “ci preparerà alla rinuncia più grande, e cioè alla rinuncia al male, per rimettere il Vangelo al primo posto nella nostra vita”.

Mons. Ricchiuti invita anche “a sperimentare la potenza dell’amore misericordioso di Dio, soprattutto nel sacramento della Riconciliazione”, anche grazie alle “24 ore per il Signore, dalla mezzanotte del 23 marzo fino ai Primi Vespri della Solennità dell’Annunciazione, il 24 marzo”.

E così, osserva il presule, “con il cuore e con gli occhi purificati, avremo sguardi di amore vicendevole, di premura e di tenerezza verso l’altro, verso gli altri”. “Che non ci accada”, l’auspicio espresso dal vescovo, “di chiudere gli occhi davanti ai poveri e alle povertà di questo nostro tempo, e di passare “oltre” le sofferenze e i drammi di tanti fratelli e sorelle. Chiediamo, piuttosto, al Signore la grazia di provare per loro ‘com-passione’ e di prendercene cura: con carità e con generosità, arricchite di delicata attenzione”. E, infine, l’esortazione: “Perché non fare esperienze, in Quaresima, di gesti di volontariato presso le nostre Caritas parrocchiali, negli ospedali, nelle case per anziani e nei centri per diversamente abili?”.

Fonte: SIR – Servizio Informazione Religiosa – 

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