Prosegue la rassegna “Rivelazioni d’Ottobre”, lunedì 9 Ottobre Sandro De Riccardis presenterà “La mafia siamo noi”

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Continua la programmazione culturale del Comune di Acquaviva. Dopo la serata di ieri con Nello Scavo, lunedì prossimo 9 Ottobre, Sandro De Riccardis presenterà “La mafia siamo noi “.

Il secondo appuntamento con Rivelazioni d’Ottobre è alle 18:30 nella Sala Anagrafe del Comune di Acquaviva. L’ingresso è libero.

 lunedì 9 Ottobre Sandro De Riccardis presenterà "La mafia siamo noi "

Il 9 ottobre il giornalista di Repubblica Sandro De Riccardis presenterà “La mafia siamo noi”, un saggio molto documentato sui comportamenti quotidiani che ci rendono, indirettamente, complici delle organizzazioni criminali: succede quando mangiamo in un ristorante che ricicla soldi della mafia, quando acquistiamo prodotti realizzati da società che riciclano denaro sporco o in tutti gli altri casi in cui chiudiamo un occhio fingendo di non vedere che la mafia non è un’entità distante e separata dal nostro vivere civile ma è intorno a noi e dobbiamo imparare a prenderne le dovute distanze.

All’incontro parteciperanno anche, oltre al sindaco di Acquaviva, Davide Carlucci, all’assessora alla Cultura Ester Lagioia e al consigliere delegato ai Beni confiscati Pasquale Cotrufo, il vicesindaco di Gioia del Colle Enzo Cuscito, vittima a gennaio di un grave episodio di intimidazione.

Ci sarà anche Gina Siena, presidente della Cooperativa Said, capofila, ad Acquaviva, del progetto “Natura Viva”, che punta all’inserimento di 40 disoccupati in un’azione di agricoltura sociale e biologica su beni confiscati alla criminalità.

La mafia siamo noi è un viaggio da nord a sud negli equivoci della lotta alla mafia, attraverso le occasioni perse dallo Stato e dalla società civile. Ma è anche il racconto delle storie di chi lotta in prima persona nel luogo in cui vive, partendo dai problemi di cui nessuno si occupa, dalle ingiustizie che altri fanno finta di non vedere. Pagando, a volte, con la vita.

La mafia siamo noi quando non ci chiediamo “Io che cosa posso fare?” nel luogo in cui siamo, nel tempo che viviamo, nel degrado delle nostre città, nel nostro quartiere, nel cortile del nostro condominio. Siamo noi quando con i nostri like su Facebook ci sentiamo dalla parte dei giusti, in una battaglia che non stiamo combattendo. Siamo noi davanti alla tv, spettatori inermi davanti a fiction cariche di retorica. Siamo noi, inconsapevoli strumenti di riciclaggio quando pranziamo nei ristoranti, balliamo nei locali, facciamo shopping nei negozi acquistati dai colletti bianchi dei clan. Siamo noi che non capiamo che il crimine non è una categoria astratta. È l’imprenditore che accetta il denaro sporco e lo rimette nell’economia sana. È il funzionario comunale che chiude un occhio e firma atti che non dovrebbe firmare. È lo studente che acquista pochi grammi di marijuana per una serata con gli amici. È la signora che chiama il potente del quartiere per riavere l’auto appena rubata. È il prete che non guarda fuori dalla chiesa.

Le storie che racconta questo libro dicono che l’impegno condiviso di cittadini che credono in un progetto di riscatto è più forte della paura e dell’intimidazione. È più autentico degli slogan nei cortei, dietro gli striscioni con i volti degli eroi antimafia. Morti per aver combattuto nella loro realtà, nel loro tempo, le loro battaglie. (fonte: add Editore)

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