“Senza l’amico cardiologo sarei morto”: secca la smentita dell’Ospedale Miulli

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Il Quotidiano Italiano, edizione di Bari, ha pubblicato ieri 2 novembre le dichiarazioni di un operatore socio sanitario dell’ospedale della Murgia di Altamura, sindacalista USPPI, dalle quali emergerebbero presunte gravi omissioni e negligenze nell’operato dei Sanitari dell’Ospedale Miulli e, in particolare, del Servizio di Pronto soccorso.

Gianfranco Virgilio, questo il nome dello sfortunato operatore socio sanitario, riferisce di essere vivo per miracolo e “di aver provato sulla sua pelle quanto la sopravvivenza in certi casi possa essere una roulette russa”.

Scappa al Di Venere dopo ore di attesa al Miulli, aveva due infarti: “Senza l’amico cardiologo sarei morto” , è questo, infatti, l’eloquente titolo dell’articolo firmato da Antonio Loconte dove viene denunciato il presunto episodio di malasanità, raccontato in un video girato dallo stesso protagonista della vicenda mentre è ancora in un letto del reparto di Cardiologia dell’ospedale Di Venere di Bari. Accuse pesanti, in ogni caso, a fronte alle quali è arrivata immediatamente la secca smentita dell’Ospedale Miulli con un comunicato stampa che riportiamo integralmente:

COMUNICATO STAMPA

Nel rispetto massimo del paziente, l’Ospedale Miulli ha provveduto a una ricognizione immediata dei fatti riportati in #cronaca odierna con il personale interessato. Ci preme pertanto puntualizzare, precisare e riportare l’esatta #cronistoria desumibile dai #documenti sanitari che sin d’ora mettiamo a disposizione di qualunque tipo di accertamento medico-legale.

Diario del 29 ottobre 2016
Ore 16,21: arrivo del paziente e accettazione triage.
Ore 16,57: esame elettrocardiogramma che non mostra segni di infarto.
Ore 17,08: ingresso in ambulatorio e prelievi ematici per enzimi cardiaci.
Ore 17,17: il laboratorio di analisi accetta prelievo.
Ore 17,21: il laboratorio di analisi procede alla lavorazione degli esami richiesti.
Ore 17,51: rivalutata la pressione arteriosa e somministrata mezza fiala di Catapresan.
Ore 18,00: risultati esami ematici visibili in rete intranet dell’Ospedale.
Ore 18,00: inizio esecuzione di ecocardiogramma con visita cardiologica.
Ore 18,45: rilascio analisi da laboratorio validate dall’analista.

Attorno alle ore 19,00 il paziente mette in contatto un suo amico cardiologo col cardiologo di turno dell’ospedale Miulli. Quest’ultimo riferisce della necessità di ricoverare il paziente in UTIC.

Ore 19,13: il paziente firma il rifiuto del ricovero ed esce dall’Ospedale.

Le cronache riportano invece notizie e dati inesatti. Dobbiamo purtroppo constatare che gli interventi amicali – che in alcune circostanze sembrano essere utili e risolutivi – a ben leggere si possono rivelare alquanto dannosi, se non addirittura fatali. Secondo i canoni della medicina di urgenza ed emergenza, oggetto di tante campagne informative sul dolore toracico, era infatti indispensabile chiamare il 118 e occorreva necessariamente rimanere in un luogo protetto senza affrontare un altro trasferimento.

L’Ospedale, difronte a notizie inesatte, parziali e al limite della calunnia, si riserva di tutelare la reputazione e l’immagine della struttura e dei propri professionisti in tutte le sedi.

Ente Ecclesiastico Ospedale Miulli

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