Tragedia Ferroviaria: code anche al Miulli per donare il sangue

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Code-miulli-evidenzaSu quei due treni che ieri mattina si sono scontrati a pochi chilometri dalle nostre vite alla fine ci siamo saliti un po’ tutti, e abbiamo provato la stessa angoscia, la stessa rabbia.

Ci siamo identificati nei morti, nei feriti, nei sopravvissuti di questa tragedia, nelle loro vite cosi simili alle nostre. Ci siamo immedesimati, pur senza poterla comprendere a pieno, nella sofferenza di chi ha visto i propri legami di affetto, di amicizia, di amore, spezzati e travolti sotto un cumulo di lamiere tra gli ulivi delle campagne a noi più familiari, nella pena di chi assiste impotente alla lotta che è in corso in qualche sala operatoria di un figlio, ungenitore, di un amico per sopravvivere. Abbiamo vissuto collettivamente l’assurdità di una tragedia, difficilmente potremo dare un senso a quanto è accaduto, perchè non c’è.

Mentre eventi di questo tipo sono in corso possiamo reagire individuando con gran solerzia le cause, attraverso autorevoli e informati pareri di natura tecnica, condannando con profonda conoscenzastorica e giuridica i colpevoli, siano essi politici, burocrati, amministratori o quei maledetti diPiemontesi che ci hanno rubato chilometri di ferrovie appena centocinquantacinque anni fa. Ma non serve a nessuno, se non al proprio ego, e, soprattutto, non frega niente a nessuno.

O si può reagire con l’immediatezza, la spontaneità e la generosità di una azione. Come quella che si è registrata oggi ad Acquaviva, soprattutto tra i più giovani. C’è chi, a poche ore dal disastro, ha chiuso i libri e dalla Biblioteca Comunale è andato al Policlinico di Bari per donare, tornando a casa dopo aver fatto la coda fino alle 10 di sera, testimoniando oggi con grande ammirazione e gratitudine il lavoro dei tanti volontari che si sono raddoppiati o triplicati il turno per dare un contributo e gestire l’enorme afflusso di donatori.

O come i tanti ragazzi, tra questi molti studenti che frequentano la biblioteca comunale, che oggi si sono presentati al Centro Trasfusioni dell’Ospedale Miulli, anch’esso in prima linea per questa emergenza, con l’aiuto dei volontari Fratres, che si impegna da sempre a sensibilizzare per le donazioni.

All’ora di pranzo si stima ci siano state attorno alla cinquantina di richieste di donazione, un dato in controtendenza rispetto ai numeri abituali, soprattutto in estate, quando le donazioni tendono a calare rispetto ad altri periodi dell’anno.

E allora andiamo a donare, è l’unica cosa utile che al momento possiamo fare per contribuire a salvare una vita. E ricordiamocelo anche tra novanta giorni, e poi tra sei mesi, ed infine tra nove, e poi dodici mesi, se siamo uomini. Se siamo donne massimo due volte l’anno a distanza di sei mesi. È importante essere digiuni da almeno 5 ore prima di donare e, inoltre, è possibile donare anche il plasma o il midollo (quest’ultimo ancora più importante poichéla probabilità di trovare un donatore con un midollo compatibile è molto bassa).

Le tragedie non sono solo quelle grandi e catastrofiche come quella di ieri, ogni giorno dell’anno ce n’è una più piccola, di cui non sentiremo parlare, come quella di chi lotta per sopravvivere ad un incidente stradale, di chi cerca di sconfiggere un tumore o una leucemia. Ogni giorno dell’anno donare può fare la differenza.

M.F.

 

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