“Verso la fase due ma con la massima prudenza”: la sfida di Italia in Comune

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Per “Italia in Comune” bisogna riorganizzare la vita quotidiana in vista di una convivenza a lungo periodo con il coronavirus, sviluppando il lavoro agile e il ricorso alle tecnologie digitali.

Il “Partito dei Sindaci”, tra le altre cose, chiede che i proprietari di terreni agricoli possano tornare a occuparsi dei loro fondi, anche se non sono agricoltori professionali. “Impedirlo – si legge nel comunicato – rischia di compromettere la buona tenuta di intere coltivazioni che proprio in questo periodo necessitano di trattamenti propedeutici al raccolto”.

Il comunicato di Italia in Comune Acquaviva

Riorganizziamoci per ripartire convivendo con il virus Italia in Comune

Davide Carlucci, Sindaco di Acquaviva delle Fonti e Presidente Provinciale di Italia in Comune.

La vita deve riprendere. Ma poiché non siamo affatto fuori pericolo, dobbiamo imparare a ritornare alla quotidianità convivendo con il virus. Mantenendo il distanziamento sociale e una rigida autodisciplina in tutto quello che faremo nei prossimi mesi.

Ad esempio, ieri ad Acquaviva è ripreso dopo oltre un mese il mercato settimanale. Si è sperimentata, così, una nuova modalità di accesso all’area mercatale, che non può essere più quella spontanea dell’era pre-coronavirus, ma che deve essere ordinata e improntata al rispetto della distanza interpersonale e delle altre precauzioni sanitarie.

Allo stesso modo, bisogna consolidare e sviluppare ancora meglio il lavoro agile e il ricorso alle tecnologie digitali. Da questo punto di vista va segnalato con interesse un altro piccolo miracolo realizzato dal Comune: la distribuzione dei buoni pasto a centinaia di cittadini in difficoltà economiche con modalità quasi esclusivamente elettroniche.

Per quanto riguarda i settori economici, occorre affrettarsi per organizzare la possibilità di una ripresa – quando sarà possibile, non prima della seconda metà di maggio – delle attività commerciali senza vincoli burocratici e con un considerevole abbattimento, se non proprio un’esenzione, di alcune forme di tassazione.

Nello stesso tempo, sarà necessario favorire alcuni processi innovativi che si stanno sviluppando in questi giorni come la consegna a domicilio e i gruppi di acquisto rivolti ai produttori locali. Queste nuove forme di commercio, però, devono tenere presente del ridotto potere d’acquisto di molti cittadini che in questi giorni sono senza lavoro. Allo stesso modo occorre concordare con le imprese della zona industriale e artigianale e con i sindacati una ripresa in sicurezza della produzione, assicurando la dotazione di adeguati presidi ai lavoratori e l’adozione di misure anticontagio nei luoghi di lavoro.

I proprietari di terreni agricoli devono poter tornare a occuparsi dei loro fondi, anche se non sono agricoltori professionali. Impedirlo rischia di compromettere la buona tenuta di intere coltivazioni che proprio in questo periodo necessitano di trattamenti propedeutici al raccolto.

Il tutto senza dimenticare che siamo ancora in piena pandemia e dobbiamo continuare a chiedere tamponi e test sulla popolazione e la ripresa della degenza ordinaria (ma in condizioni di sicurezza) al Miulli. Per il medio periodo dobbiamo chiedere alla Regione di potenziare la telemedicina e la medicina di territorio, assistendo quanto più possibile i pazienti a casa, impedendo che i timori di rivolgersi in ospedale per i rischi di contagio possano portare i cittadini a trascurare importanti patologie.

Occorre infine incoraggiare quelle realtà artigianali che stanno riconvertendo la loro attività per rispondere alle nuove esigenze dettate dalla pandemia, producendo mascherine e altri presidi oppure specializzandosi nelle sanificazioni. Sarebbe auspicabile che gli istituti superiori, le università, le aziende o i giovani acquavivesi sviluppassero nuove soluzioni per gestire al meglio, nei vari aspetti della vita quotidiana, questa nuova fase di convivenza con il rischio di contagio.

Dobbiamo insomma riorganizzare le nostre abitudini e preparare, anche a livello cittadino, la ripartenza. È una sfida che lanciamo alla politica, alle istituzioni e alla nostra comunità.

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