Elezioni 2018, analisi del voto ad Acquaviva: trionfo dei Cinquestelle, crollo del Centrosinistra

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Trionfo dei Cinquestelle, crollo dei partiti del Centrosinistra, sostanziale stabilità del Centrodestra.

Ecco cosa emerge dall’analisi del voto di domenica nella nostra città.

Elezioni 2018, analisi del voto ad Acquaviva: trionfo dei Cinquestelle, crollo del Centrosinistra

Nel 2013 le forze di centrodestra presero ad Acquaviva 4096 voti alla Camera: rispetto al 2008, avevano subito un drastico calo, perdendo 2200 voti. La parte del leone la fece il Popolo della Libertà con 3756 voti, ovvero il 29,39 per cento dei voti.

Oggi Rossano Sasso, della Lega Nord, ottiene 4304 voti, 208 voti in più, nonostante l’impetuoso vento di centrodestra che soffia nel paese. E all’interno dello schieramento Forza Italia appare parecchio ridimensionata, con 2217 voti, pari al 18,4 per cento.

Il Movimento 5 Stelle, che al Senato sfiora addirittura il 44 per cento, alla Camera è passato invece da 3343 voti a 5486 voti. Un ottimo risultato, certo non clamoroso come quello ottenuto in altri comuni come Modugno, Gravina e Polignano, ma comunque un ottimo risultato. 

Consensi – quelli del M5S – che sembrano arrivare soprattutto dalle file della sinistra, che passa dal 27 per cento al 18,5, se si confronta la somma dei voti di Pd, di Sel e di Centro Democratico del 2013 con ciò che si ricava dall’addizione del risultato del Pd con i suoi cespugli (Liliana Ventricelli ha ottenuto 1605 preferenze) e del voto a Liberi e Uguali (628 voti, pari al 5 per cento).

Sono “evaporate” anche altre indicazioni elettorali che nel 2013 si erano rivelate significative come quelle dei centristi di Scelta Civica (8,1 per cento) e i radicali di sinistra di Rivoluzione Civile (2,49%).

Per il resto, a parte questo grande travaso di voti verso i pentastellati di provenienza soprattutto di sinistra, si registrano alcune “anomalie” tutte acquavivesi rispetto alla media regionale.

Lega Nord va meglio che altrove: conquista l’8,1 per cento (898 voti assoluti) al Senato e l’8,8 (1058 voti) alla Camera. Un risultato più lusinghiero del resto della Puglia, dove invece i fedelissimi di Salvini si attestano al 6,6 per cento. Merito probabilmente dell’impegno elettorale di Marco Piconio e Tommaso Montenegro, che sono riusciti a strappare ben due punti in più della media.

Sopra gli standard regionali anche Liberi e Uguali, che raccolgono alla Camera il 5 per cento in più, contro un 3,8 raccolto nelle altre città.

Anche qui può aver influito un orientamento favorevole da parte di alcuni esponenti della giunta Carlucci, gli stessi che forse hanno dato una spinta in più al Pd al Senato, dove la presenza del candidato Dario Ginefra, sostenuto dall’ex consigliere Dem Giuseppe Luisi, ha determinato probabilmente uno scarto di un punto percentuale in più.

Altra curiosità locale, il quasi 2 per cento ottenuto dal “Popolo della Famiglia”, schierata con l’acquavivese Willy Lapenna, che si è aggiudicato 219 preferenze, soprattutto tra i cattolici.

Tra i partiti minori, solo la lista “Potere al Popolo” riesce a raggiungere, al Senato, l’1,05 per cento dei voti con il candidato Gaetano Colantuono.

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