La coppia Marmone e Schiavarelli apre il Festival della Polemica

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Tiziana Schiavarelli e Dante Marmone aprono domani il Festival della Polemica. I due attori baresi si “scontreranno” sul tema “moglie contro marito”. Una conversazione in piazza dei Martiri, a partire dalle 21, su un argomento che da sempre divide e, naturalmente, unisce.

Tiziana Schiavarelli e Dante Marmone

Dante Marmone ha 64 anni e fa teatro dal 1974 quando fonda, con altri colleghi attori e musicisti, la compagnia teatrale Anonima G.R. (Gruppo Ricerche) proponendo una teatralità popolare e surreale. A fine anni Novanta intraprende anche l’attività di attore cinematografico e televisivo, impegnandosi, in ambito televisivo, anche come autore di alcuni programmi e sit-com che gli danno grande popolarità, come Catene celebre sitcom su Telenorba.

La comicità di Marmone e della Anonima Gr rappresenta, negli anni Settanta, un momento di innovazione e di rottura nella comicità bnarese.  Si enfatizza la dimensione drammaturgica delle nuove periferie urbane dove l’emarginazione e la perdita della memoria storica creano una umanità disorientata, alla ricerca di nuova identità.

L’originale linea di ricerca, oltre ad incontrare buoni riscontri di pubblico, è identificata, dalla critica nazionale, come espressione “popolare metropolitana”. Il linguaggio usato è un “italiano di radice”, cioè, con accento pugliese, comprensibile in tuta la nazione, che dà agli spettacoli una chiara identificazione dell’area geografica e culturale di provenienza.

Nella seconda metà degli anni settanta la compagnia si trasferisce a Roma, nel teatro Alberico, in quegli anni spazio di punta del teatro sperimentale e di ricerca, frequentato da attori e registi come Leo De Berardinis, Donato Sannini, Bruno Mazzali, Roberto Benigni, Lucia Poli, Rosa de Lucia. In quegli anni di lotte politiche e grandi evoluzioni culturali, Dante Marmone realizza spettacoli comici pregni di satira politica e di costume, affrontando tematiche sociali scottanti e rappresentando i propri spettacoli anche nelle fabbriche occupate, negli infuocati comitati di quartiere, nelle scuole e università occupate.

Nel 1986 Dante Marmone incontra il grande regista Nanni Loy che, incuriosito dalla sua qualità di attore e dalla progettualità artistico-sociale dell’Anonima G.R., per la prima volta nella sua carriera di cineasta, entra nel mondo del teatro realizzando un primo progetto tratto da un suo stesso film, Cafè Express, rielaborato in uno spettacolo teatrale dal titolo “Dolce o amaro?”. Dopo il grande successo di questa operazione, Loy dirige ancora Dante Marmone ne “L’osso sacro”, spettacolo ambientato nel medioevo che narra la famosa vicenda della traslazione delle ossa di San Nocola da Mira a Bari.

È lo stesso Nanni Loy che avvia Marmone nel cinema, inserendolo nel cast del film Scugnizzi. Dopo una serie di piccoli ruoli, alla fine degli anni novanta viene scelto da Alessandro Piva per un ruolo di primo piano ne LaCapaGira, presentato al Festival di Berlino e vincitore del David di Donatello.

Seguono una serie film in cui è impegnato come protagonista e coprotagonista. Come attore ed autore ha realizzato sit-com di successo per emittenti locali: Il Festival di San Romolo”, “Aimam” e “Aldilà”, dove interpreta il divertente personaggio Diavolicchio, custode e gestore dell’inferno. In coppia con Tiziana Schiavarelli, collega e compagna di vita, è protagonista e autore della fortunata sitcom Catene, trasmessa su Telenorba, nella quale interpreta due ruoli, il protagonista, Natale Catacchio e sua madre, la stravagante Nonna Catacchio.

La sitcom racconta la vita di una famiglia di Bari vecchia, che, per necessità più che per vocazione, gestisce una micro criminalità fatta di contrabbando spicciolo, truffe e furtarelli. La sit-com ha un grande successo di ascolti, tanto che il critico televisivo, Aldo Grassi definisce “Catene” “…la vera fiction all’italiana” in un articolo apparso nel 2006 su Sette, il magazine del Corriere della Sera. Contemporaneamente partecipa, con ruoli di primo piano, a fiction per la Rai e Mediaset con, tra gli altri, Lino Banfi e Diago Abatantuono. A ottobre del 2012 pubblica la sua quarta produzione discografica: “La luna all’ammerse”. Un cd di canzoni popolari di cui è autore delle musiche e dei testi, proseguendo anche attraverso la musica la sua linea di ricerca di un popolare metropolitano, con brani comunque distanti da quei luoghi comuni che vogliono le canzoni baresi sempliciotte e allegre a tutti i costi. Nel 2013 pubblica il suo primo romanzo: “La Stirpe Stravagante”, un racconto che parte dal Neolitico per descrivere le origini e la stravaganza del popolo barese, già all’epoca una tribù strafottente e allergica al rispetto delle regole. A marzo 2015 esce nei cinema il film Ameluk dove Dante Marmone è coprotagonista.

Tiziana Schiavarelli è un’attrice e autrice barese. Ha iniziato la sua carriera d’attrice teatrale nella seconda metà degli anni settanta, all’età di quindici anni, debuttando con la Compagnia “Anonima G.R.”, dalla quale, pur avendo avuto percorsi personali nel cinema e nella televisione, non si è mai allontanata.

Tiziana Schiavarelli e Dante Marmone

In circa 35 produzioni teatrali con l’Anonima G.R., di cui è anche coautrice di molti testi, ha dato vita a diverse caratterizzazioni comiche su personaggi femminili, spesso con una forte connotazione barese. È stata diretta dal regista Nanni Loy in due spettacoli teatrali: Dolce o amaro? tratto dal film Cafè express e L’Osso Sacro.

Con Dante Marmone, compagno di lavoro e di vita, Tiziana Schiavarelli ha condiviso il lungo percorso teatrale, nonché l’esperienza televisiva che li ha visti più recentemente impegnati nella realizzazione (come autori e protagonisti) della sit-com Catene sull’emittente pugliese Telenorba (Aldo Grasso in un articolo apparso nel 2006 su Sette<magazine del Corriere della Sera> l’ha recensita come tra le più interessanti fiction italiane).

Molto impegnata anche musicalmente, è interprete di diverse canzoni composte Dante Marmone ed è autrice di alcune canzoni comiche.

Inoltre si è dedicata alla scrittura di un libro: Io, la seconda figlia – Storia semiserie di una primadonna, nel quale racconta la storia della sua vita di bambina terribile, adolescente ribelle e poi moglie e madre fuori dagli schemi.

Da questo suo libro autobiografico ha tratto un monologo che ha portato in scena in diversi teatri italiani.

Tra i diversi film a cui ha preso parte, nel 2009 partecipa come protagonista al film Focaccia blues a fianco a Dante Marmone, Lino Banfi e Renzo Arbore, e sempre al fianco di Lino Banfi, nel film tv Il padre delle spose ed Il commissario Zagaria.

Tiziana Schiavarelli e Dante Marmone

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