Festa della Cipolla 2019, il sindaco sprona la città: “Si deve fare!”

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La Proloco è sul punto di rinunciare alla Festa della Cipolla 2019, in programma il 20 e 21 luglio.

Le difficoltà, a quanto riferiscono dall’Amministrazione, sono di natura economica: pochi acquavivesi hanno manifestato finora la loro volontà di contribuire alla riuscita della Festa.

Festa della Cipolla 2019, il sindaco sprona la città: "Si deve fare!"

Festa della Cipolla 2019, il sindaco sprona la città: “Si deve fare!”

Il consigliere comunale Colafemmina, invece, dà la colpa all’Amministrazione che avrebbe “imposto” la scelta degli Avion Travel alla Proloco. In realtà si tratta di una scelta condivisa da mesi con la Proloco.

Il sindaco Davide Carlucci invita a superare le polemiche e chiama a raccolta tutti i cittadini: “Uniamo gli sforzi per salvare la festa”.

L’appuntamento è oggi pomeriggio alle 16 al Salone delle Feste. “Spero che le strumentalizzazioni politiche e la voglia di far fallire a tutti i costi la nostra città non prevalgano sulla positività: sarebbe da irresponsabili”, commenta Carlucci.

  • Ecco il suo post su Facebook:

sindaco davide carlucciAcquaviva è un paese pieno di medici ma sono sicuro che nessuno di loro ci ha prescritto di fare a tutti i costi la Festa della Cipolla.
Possiamo anche non farla.
Possiamo anche evitare questo sforzo organizzativo che ogni anno ci impone di trovare soluzioni a problemi amministrativi, economici, di ordine pubblico, di viabilità, eccetera.
Non sarà la prima manifestazione enogastronomica che salta, in Puglia, e non sarà l’ultima.
Se non lo troviamo vantaggioso, se preferiamo che quest’anno “vada in buca” perché così potremo aggiungere un altro elemento di malcontento all’operato dell’Amministrazione (anche se l’Amministrazione ha la coscienza a posto perché tutto quello che doveva fare lo ha fatto), qual è il problema? Saltiamo un giro.
Se però la pensiamo diversamente, se riteniamo che in una regione ad alta vocazione turistica sia da folli rinunciare a una delle poche opportunità di attrazione di visitatori, se pensiamo che comunque in tempi così difficile sia un “peccato a Cristo” rinunciare ai guadagni della Festa, allora svegliamoci un attimo.
Una manifestazione del genere, dedicata a un prodotto bandiera della nostra agricoltura e quindi della nostra economia – di un’idea di sviluppo sana, tra l’altro, fondata sulla valorizzazione della nostra terra, del nostro ambiente e delle nostre tradizioni – non si organizza da sola.
Non ci sono “il Comune o la Proloco che pensano a tutto e poi io raccolgo i frutti, tanto comunque batterò gli scontrini”. Nessuno, né noi né loro, si mette in tasca niente. Qualcuno, anzi, ci rimette.
Eventi di questo tipo sono possibili solo se c’è una comunità che lancia il cuore oltre l’ostacolo e dice: “s’ava fè”.
Può anche non succedere, può anche non esserci questo scatto. Vorrà dire che non avremo fatto nemmeno quel piccolo sforzo necessario per dare ai nostri figli una ragione in meno per andare via da Acquaviva delle Fonti.
Vorrà dire che saremo rimasti prigionieri delle nostre polemiche, della nostra negatività, della nostra capacità assurda di perdere in partenza, della nostra voglia matta di poter dire “avevo ragione io a essere pessimista” e rivendicarlo su facebook…
E invece…

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